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Cronaca. Fondi per la ricostruzione e bonus al 110%: il rischio mafie e truffe

“I fondi per la ricostruzione sono già presi di mira dalle organizzazioni criminali e lo saranno ancora più. Sui finanziamenti per il recupero dovremo essere attenti e monitorare per evitare il rischio di infiltrazione delle mafie”. A lanciare l’allarme mesi or sono è stata la direttrice esecutiva dell’Europol, Catherine De Bolle, riguardo le infiltrazioni criminali in vista dell’erogazione delle risorse Ue per sostenere la ripresa dell’economia.

Il Consiglio Europeo approda ad una bozza di intesa a Bruxelles. L’ammontare complessivo del Recovery Fund sarà di 750 miliardi – 209 per l’Italia.

In questo senso, anche se in maniera diversa dal sistema mafioso, ma di sicuro da quello in uso, come nel caso, truffaldino, anche il Bonus del 110% rischia di diventare un boomerang. Le imprese dei diversi settori si stanno organizzando in consorzi in cui si potrebbero insinuare prestanomi della criminalità organizzata che hanno a disposizione tanti soldi dai proventi dello spaccio della droga. Una sorta di regola in cui ogni azienda esegue i lavori di propria pertinenza; si badi bene, secondo gli accordi tra i soci del consorzio temporaneo delle imprese. Il pericolo si presenta sinistro, all’improvviso e da dietro l’angolo, e potrebbe spuntare a lavori iniziati per i proprietari di appartamenti in condominio, solo nel caso in cui si decidesse di effettuare i necessari lavori, non in proprio, ma in comune con gli altri condomini, cioè, in un’unica pratica e contratto tra i proprietari del palazzo e il consorzio, con la sola e semplice assistenza dell’amministratore del condominio.

La trappola potrebbe celarsi a lavori iniziati, quindi dopo le necessarie deliberazioni e il preventivo di spesa (non annullabili), sulla possibile situazione della revisione in corso d’opera e il conseguente aumento di spesa, così come per qualsiasi altra motivazione non prevedibile o scaturente all’interno del consorzio d’imprese. Alla stessa stregua, anche quando i lavori siano stati affidati ad unica impresa per le diverse specializzazioni; in questo caso, scatta il meccanismo della regola che tutti i condomini sono tra di loro garanti della norma di legge che regola la materia: economicamente obbligati solidalmente e illimitatamente. E questo è un meccanismo che obbliga tutti i condomini una volta approvato il verbale di assemblea. Insomma, potrebbero innescarsi meccanismi giudiziari che fermerebbero i lavori in attesa della contesa finita, per logica deduzione, nelle aule di giustizia che come è noto, si riporta alle calende greche, cioè, mai, salvo pagare il conto dolce o salato che sia.

Concetto Alota      

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