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Il Csm decide sulla richiesta di rinvio sul caso del procuratore Giordano

Il Plenum del consiglio superiore della magistratura si è riservato sulla richiesta del procuratore Francesco Paolo Giordano di rinviare la decisione sulla proposta di trasferimento d’ufficio del procuratore capo Francesco Paolo Giordano. La richiesta è stata avanzata ieri mattina al Plenum dal difensore dell’alto magistrato, il procuratore di La Spezia Ignazio Patrono (esponente di Magistratura Indipendente) ed è motivata dal fatto che la quinta commissione del Csm, Incarichi direttivi, a tutt’oggi non ha sciolto la riserva relativamente al posto vacante di sostituto procuratore alla direzione nazionale antimafia. Come si ricorderà, alla seduta del plenum del 16 maggio, Giordano avanzò richiesta di trasferimento, a domanda, proprio a Roma, evitando in questo modo il trasferimento d’ufficio come proposto dalla prima commissione.

Nei fatti, non ci sarebbe un vero e proprio bando ma l’assegnazione dell’ambito posto alla Dna (il cui capo è Federico Cafiero de Raho mentre l’ultimo magistrato assegnato alla struttura nazionale antimafia è l’ex pm della Dda di Palermo, Antonino Di Matteo) avverrebbe su discrezione della quinta commissione che propone allo stesso Plenum l’assegnazione del posto vacante.

Insieme con il procuratore Giordano, avrebbero fatto domanda altri 53 magistrati e ciò rende più difficoltoso l’iter relativo alla valutazione delle richieste. Da queste considerazioni trae spunto la richiesta del procuratore Giordano, che può vantare nel suo curriculum l’esperienza di 4 anni presso la Dna.

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