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Droga ed estorsioni ad Avola: il giudice infligge quattro condanne

Si è chiuso con quattro condanne e un’assoluzione il processo scaturito dall’operazione “Coca drive in”, scattata nel novembre dello scorso anno ad Avola e portata a termine dagli agenti della squadra mobile. La sentenza è stata emessa dal Gup del tribunale, Carmen Scapellato che ha inflitto la condanna a 8 anni e 2 mesi di reclusione e 8mila euro di multa a carico di Gianluca Liotta, per il quale il pubblico ministero Gaetano Bono, aveva chiesto 12 anni di reclusione. 5 anni e 4 mesi e 6mila euro di multa per Sonia Silvia, moglie di Liotta; 6 anni e 8 mesi e 30mila euro di multa, invece, sono stati irrogati nei confronti di Angelo Toscano; 5 anni di reclusione e 4mila euro di multa per Emanuele Eroe.  

Il giudice ha disposto l’assoluzione, invece, nei confronti di Sebastiano Costa per non avere commesso il fatto. Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Sebastiano Troia, il pm aveva chiesto la condanna a 7 anni di reclusione perché ritenuto uno dei responsabili delle estorsioni ai danni di assuntori che avevano accumulato debiti e per essere stato presente in alcune spedizioni a Catania per l’approvvigionamento di stupefacenti. La droga veniva venduta ai ‘clienti’ mentre sostavano, con il motore dell’auto acceso, in strada, come se fosse un “drive in”. Il gruppo faceva anche credito: dava le dosi e poi pretendeva il loro pagamento con violenze fisiche e minacce, commettendo il reato di estorsione aggravata. E proprio dalla denuncia alla polizia di una madre di un tossicodipendente che non poteva fare fronte ai debiti contratti per l’acquisto di dosi di cocaina, stanca e preoccupata delle possibili ritorsioni ai danni del proprio nucleo familiare, è partita l’inchiesta coordinata dalla Procura aretusea. Le indagini hanno permesso di accertare, in appena sei mesi, numerosi episodi di acquisto all’ingrosso dello stupefacente custodito in una autocarrozzeria dove veniva tagliata per ricavarne le dosi.  

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