Se te lo fossi perso

E’ morto a Milano il boss Nitto Santapaola

È morto al centro clinico del carcere milanese di Opera Nitto Santapaola, aveva 87 anni. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia. 

Condannato per le stragi di Capaci e Via D’Amelio e per una serie di omicidi, tra cui quella del poliziotto Gianni Lizzio, era la 41bis dal 1993.

La mafia militare al servizio di quella finanziaria. Quella invisibile e difficile da colpire. Un modus operandi che dopo la stagione sanguinaria dei corleonesi era predominante. Inchieste come Beta e Nebrodi della Dda di Messina rappresentano l’immagine plastica di quale sia stato il trasformismo dei mafiosi. Ma Nitto Santapaola aveva creato quel sistema criminale già quaranta anni fa.

Anni e anni di latitanza, tra campagne messinesi con l’appoggio dei Barcellonesi, in scantinati dell’Etna, nei casolari del Calatino. Mentre era lontano, chi aveva il ruolo di comandare era Aldo Ercolano, figlio di Pippo Ercolano e Grazia Santapaola (la sorella di Nitto). Sono stati anni di sangue, centinaia di morti in una guerra cruenta tra clan. Il cartello dei Cursoti, poi smantellati in diverse famiglie ancora oggi operative, era nato proprio per contrastare Nitto Santapaola. Il padrino è riuscito a sfuggire alle manette fino al 1993. I poliziotti sono arrivati nel suo covo a pochi chilometri da Mazzarrone, dove c’era anche una piccola cappella. La sentenza Dionisio ha raccontato che, nonostante il 41 bis, sarebbe riuscito a inviare direttive fino al 2005. L’ultimo padrino di Catania, malato, è morto in un letto di un ospedale penitenziario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *