Emergenza e degrado al carcere Cavadonna di Siracusa
La nota diffusa in questi giorni dal garante delle persone private della libertà personale del comune di Siracusa, Giovanni Villari, restituisce una foto drammatica delle condizioni di vita all’interno del carcere aretuseo di Cavadonna. E’ il risultato dell’ispezione eseguita il 27 luglio che descrive una situazione particolarmente grave sia sotto il profilo del già noto sovraffollamento ma anche e soprattutto per le carenze igienico-sanitarie e di degrado generalizzato riscontrate durante la visita.

Il garante ha riferito che per i 724 detenuti attualmente presenti, numero superiore alla capacità ricettiva della struttura, è in discussione il mantenimento dei criteri minimi di rispetto per la dignità umana con conseguente aggravio sul piano della sicurezza del personale operante.
Tutti gli ascensori del carcere risultano fuori uso da diversi mesi e il trasferimento dei detenuti colti da malore, così come il trasporto dei materiali di vario genere, primo fra tutti quello alimentare, viene eseguito manualmente. I cortili destinati all’ora d’aria non sono dotati di sufficienti punti di erogazione idrica, con significative ricadute sul benessere delle persone ristrette.
Inoltre, è stata rilevata la presenza di ratti all’esterno del carcere e di parassiti all’interno dei materassi.
Condizioni queste che rendono il clima rovente non solo dal punto di vista climatico. Sono infatti frequenti le proteste dei detenuti, contenute a fatica dagli agenti di polizia penitenziaria il cui organico risulta fortemente sottodimensionato.



