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Fantassunzioni, mancano i testi: processo nuovamente rinviato

La mancata presentazione di due testi ha costretto il giudice monocratico del tribunale aretuseo, Giuseppina Storaci, a rinviare l’udienza al processo scaturito dall’inchiesta della Procura sulle cosiddette “fantassunzioni” o “contributopoli” al comune capoluogo. All’udienza di ieri mattina, infatti, avrebbero dovuto essere esaminati due testi, citati dalla difesa, ma di entrambi non vi è stata traccia e il processo ha subito, quindi, uno nuovo stop per riprendere in autunno. Malgrado il giudice stia cercando di calendarizzare le udienze, la posizione di alcuni imputati è sfumata perché nel frattempo è scaduto il termine e alcuni reati oggetto della contestazione sono andati in prescrizione.

Al vaglio del giudice monocratico c’è l’inchiesta portata a termine dai poliziotti della Digos che nella prima fase portò al sequestro di una somma complessiva di 657 mila 965 euro. Sono complessivamente cinquanta gli episodi di truffa contestati agli imputati. I consiglieri comunali finiti nell’indagine degli uomini della Digos avrebbero attestato in più occasioni la loro presenza alle riunioni indette dalle diverse commissioni senza in realtà partecipare ai lavori degli organi dell’assemblea; secondo l’accusa avrebbero indotto in errore i segretari delle diverse commissioni che, a loro volta, attestavano inconsapevolmente nelle certificazioni riepilogative mensili il numero delle commissioni alle quali risultavano avere partecipato i diversi consiglieri. L’indagine, scattata nel settembre del 2012. Stando a quanto ipotizzato dalla magistratura i consiglieri comunali in questione avrebbero stipulato in maniera fittizia contratti di lavoro subordinato, in occasione della loro elezione, presentando successivamente la documentazione attestante l’esistenza del rapporto di lavoro, senza tuttavia svolgere alcuna attività lavorativa nelle aziende coinvolte, e sfruttando a loro vantaggio la normativa regionale avrebbero compilato e presentato periodiche richieste di rimborso relative alle commissioni permanenti.

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