Se te lo fossi perso

FEMMINICIDIO DI DANIELA ZINNANTI, L’OMICIDA AVEVA GIÀ TENTATO DI UCCIDERE L’EX

La sua violenza non era stata fermata dalla giustizia. La riflessione si fa anche rabbiosa per i messinesi che ancora piangono la cinquantenne Daniela Zinnanti. Santino Bonfiglio, il 67enne camionista che nei giorni scorsi ha ucciso l’ex compagna con quaranta coltellate, aveva già tentato di uccidere un’altra donna, nel settembre 2008 a Spadafora, poiché Bonfiglio viveva a Torregrotta. Prima tentò di strangolarla a mani nude, poi la colpì al petto con un coltello. La donna venne trasportata d’urgenza all’ospedale di Milazzo, con una profonda ferita e numerose contusioni: quaranta giorni di prognosi. Ma salvata Allora da un vigile urbano di Spadafora, vicino di casa della coppia che notò la scena dalla finestra: con la donna scalza, a terra, mentre Bonfiglio – in slip – la strattonava e le tappava la bocca per impedirle di gridare, scese subito in strada per intervenire chiamando il 113 e il 118. Il camionista riuscì comunque a sferrare la coltellata. Bonfiglio venne arrestato con l’accusa di tentato omicidio. In primo grado la condanna fu di dieci anni di reclusione. Ma in appello i giudici cambiarono la qualificazione giuridica dei fatti: non più tentato omicidio, ma lesioni personali. Una decisione che ridusse drasticamente la pena: tre anni. E i domiciliari che hanno condotto all’omicidio di Daniela Zinnanti e i tanti interrogativi sul sistema giustizia che si porta dietro come un macigno sul diritto di tutti in primis alla vita.

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