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Geriatria, occorre migliorare i servizi agli anziani

Migliorare i servizi a favore della popolazione anziana che cresce sempre di più. È questo il messaggio che giunge dal convegno regionale mdi geriatria che si è è tenuto per il secondo anno consecutivo a Siracusa. Alla presenza del professor Landi, presidente nazionale dei geriatri, nel corso della due giorni siracusana è stato ribadito il concetto che la disciplina medica sia profondamente cambiata per le nuove conoscenze in ambito medico, l’acquisizione delle conoscenze cliniche, di nuove opportunità terapeutiche ma anche per l’aumento dell’età media in Italia, secondo paese al mondo dopo il Giappone per numero di anziani.

“Abbiamo soprattutto detto quanto sia importante la presenza di una geriatria forte negli ospedali pubblici – ha affermato Alfio Cimino, primario del reparto di Geriatria all’ospedale Umberto primo – avendo il compito fondamentale di garantire, tutelare la salute dei nostri anziani. Noi geriatri faremo la nostra parte, non stancandoci mai di segnalare il problema e di tenere accesi i riflettori su un tema così importante”.

“Nella nostra realtà ospedaliera – continua Cimino – la geriatria è un reparto importante e lo sarà sempre più. Con i suoi quattordici posti letto per acuti è uno dei reparti più importanti a livello siciliano. Certamente c’è ancora molto da fare, per potenziarlo e incrementarlo ma bisogna pur considerare le carenze di risorse organizzative, umane ed economiche di cui un po’ tutte le Asp stanno soffrendo. C’è carenza di medici, di infermieri e di personale di supporto ma abbiamo riscontrato, da parte dell’amministrazione, la massima attenzione nei nostri confronti e questo ci conforta e ci dà la forza per andare avanti”.

“Il nuovo ospedale è il nostro sogno – conclude Cimino – anche perché riteniamo che i servizi di cui meritano gli anziani debbano essere realizzati in tempi brevi. Quando mi riferisco a nuovi servizi non mi limito alla nuova geriatria per acuti ma anche a quei servizi che devono ruotare attorno al reparto, vale a dire le Rsa, le lungodegenze, gli ambulatori geriatrici ambulatoriali, la geriatria domiciliare per tutti quei pazienti che non riescono a deambulare, alla presenza di assistenti sociali e di fisioterapisti nei reparti e di tutte le altre figure di cui, purtroppo, accusiamo la carenza. Mi auguro che con il tempo l’attenzione aumenti n ne molte di queste carenze vengano superate”.

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