GIARDINETTI DI VIA PADOVA OFF LIMITS PER I BAMBINI.
Non basta dover assistere sempre più spesso nelle poche aree verdi attrezzate con giochi per bambini presenti in città all’azione distruttiva dei vandali che non trovando di meglio sfogano la propria rabbia e frustrazione nel danneggiamento di queste strutture installate per offrire qualche momento di svago ai bambini e alle loro famiglie.

C’è purtroppo anche dell’altro. Succede, infatti, che, oltre a dover constatare la presenza di scivoli ed altalene incerottate dal nastro bianco/rosso, simbolo di divieto di utilizzo, in quanto pericolanti, in alcune di queste aree si creino le condizioni favorevoli per ricavarvi un nascondiglio all’interno del quale abbandonarsi, ad esempio, al consumo di droghe in tutta tranquillità, isolati dal contesto cittadino, protetti dall’oscurità serale.
È il caso del parco intitolato alla memoria del pugile siracusano Stefano Dell’Aquila, giovane speranza della boxe siracusana deceduto nel 1995 all’età di soli 19 anni e protagonista, per volontà della famiglia, di un grande gesto di solidarietà ed altruismo effettuato con la donazione dei propri organi. Questo piccolo spazio si trova in via Padova, in un’area parzialmente circondata da alti palazzi situata nei pressi dell’istituto tecnico industriale Enrico Fermi.
Esasperata e delusa dall’indifferenza e dal silenzio delle autorità comunali una mamma, che solitamente frequenta il parco con i propri bambini, si è rivolta alla nostra redazione, inviando alcune foto, per evidenziare la situazione di sporcizia e di degrado presente in questi giardinetti, dopo che le sue reiterate segnalazioni, inoltrate nel tempo all’attenzione degli uffici preposti, sono cadute nel vuoto.
Non ne può più di vedersi negare il diritto di portare i propri bambini nel parco presente sotto casa, costretta a rinunciarvi in quanto sul terreno, oltre a rifiuti di vario tipo, giacciono da tempo pericolose siringhe, resti di cotone, barattoli di farmaci, molto probabilmente residui provenienti dal consumo di sostanze stupefacenti.
Non appare peraltro azzeccata, la scelta di collocare i contenitori per la raccolta di indumenti usati e per il conferimento di oli vegetali all’interno di un’area che ha sì una destinazione green, ma di diversa natura quali lo svago e il relax per giovanissimi e anziani. È inevitabile che in assenza di un costante presidio e di uno svuotamento il luogo diventi ricettacolo di rifiuti, vestiti abbandonati, stracci, carrozzine, ed altro ancora. E per di più la presenza di questi cassonetti realizza uno spazio che circondato da alberi diventa un luogo ideale per chi intende appartarsi sicuro di non essere visto dall’esterno.
Dagli uffici comunali, dunque, nessun intervento mentre cresce quella sconfortante sensazione di abbandono e smarrimento che lascia il cittadino sgomento e che alimenta la sfiducia verso le istituzioni.
Benché lo spazio verde sia recintato e il cancello posto all’ingresso venga chiuso ogni sera, è probabile, infatti, che alcuni riescano o siano riusciti comunque a scavalcare senza essere visti e a dar vita così ai propri festini. E tutto ciò sarebbe avvenuto, e probabilmente avviene ancora, nonostante l’area sia illuminata da sei lampade disposte su due pali della pubblica illuminazione.
L’auspicio è che si possa finalmente procedere ad una rapida bonifica e restituire così il parco alla fruizione in sicurezza da parte dei bambini e alla tranquillità di genitori e familiari.
Aggiungiamo che l’installazione di alcune telecamere, oltre a supervisionare quanto accade all’interno del giardino durante il giorno e dopo l’orario di chiusura permetterebbe di individuare chi vi penetra abusivamente e costituirebbe quantomeno un deterrente utile ad ostacolare intrusioni forzate e non autorizzate.



