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Giornalista ai domiciliari: “Ho riportato solo fatti oggettivi”

“Quando ha scritto delle vicende che riguardavano i due magistrati, Guastella ha riportato fatti senza commenti o altro giudizio in maniera asettica”. In questi termini si esprime l’avv. Aldo Ganci, legale difensore del giornalista Pino Guastella, direttore responsabile del periodico Diario 1984, coinvolto nell’operazione coordinata dalla Procura di Messina, portata a termine dalla guardia di finanza e da ieri mattina agli arresti domiciliari, dovendo rispondere del reato associativo. Il gip Vermiglio lo accusa di avere percepito pagamenti da Piero Amara “con il compito di divulgare, mediante articoli di stampa del periodico “Il Diario”, reiterate affermazioni di natura diffamatoria in danno dei magistrati Marco Bisogni e Tommaso Pagano, incaricati di valutare i fascicoli iscritti nei confronti di clienti degli avvocati Amara e Calafiore, ritenuti da quest’ultimi di particolare importanza”.

“L’esperienza di Guastella nel giornalismo risale indietro di 55 anni – fa notare l’avv. Ganci – si è occupato di processi di mafia, che coinvolgevano anche personaggi pubblici, con dichiarazioni di collaborazioni di giustizia, argomenti di una certa delicatezza che solo chi è ferrato e scevro da qualsiasi condizionamento può affrontare”.

Riferendosi al caso contestato dalla procura di Messina, il legale difensore spiega che “nel caso specifico ha riportato esclusivamente ciò che scaturiva dal procedimento d’appello che riguardava due magistrati della Procura siracusana. In sede di interrogatorio chiariremo ampiamente la posizione”.

“Rispetto ai rapporti economici con l’avv. Piero Amara – dice Ganci – ci riserviamo di spiegare e documentare la vicenda nella sua interezza davanti al giudice per le indagini preliminari, in sede di interrogatorio di garanzia”.

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