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Gli avvocati confermano l’astensione dalle udienze dal 22 al 24 febbraio

Gli avvocati del Foro siracusano hanno confermato i tre giorni di astensione dalle udienze civili, penali, tributarie ed amministrative e da ogni attività giudiziaria. L’astensione avverrà dal 22 al 24 febbraio e si celebra nel rispetto del codice di Autoregolamentazione e fatta salva, la trattazione di quelle udienze ritenute indifferibili e urgenti.

Gli avvocati avevano deliberato questa forma di protesta già il 2 febbraio a conclusione dell’assemblea degli iscritti. Alla base della manifestazione c’è la protesta contro i gravi ritardi e le irrisolte criticità che si registrano in relazione al Servizio del Patrocinio a spese dello Stato. “La protesta – è scritto nel documento dell’Ordine degli avvocati – intende denunciare pubblicamente e stigmatizzare il mancato funzionamento dell’intero servizio relativo al patrocinio a spese dello Stato e alle difese d’ufficio, sin dalla fase dell’ammissione delle istanze nel settore penale, alla emissione dei decreti di liquidazione, alle notifiche, alla apposizione della esecutività dei decreti, al caricamento delle liquidazioni nel sistema informatico denominato Siamm, alla richiesta di emissione delle fatture e al pagamento delle stesse”. 

Per gli avvocati siracusani “il ritardo accumulato dall’ufficio, che si trova ancora a processare decreti di liquidazione risalenti all’anno 2019 (Sezione Gip), è ancor più incomprensibile dove lo si confronti con le statistiche dell’analogo Ufficio incardinato al tribunale di Catania che, a fronte della gestione di una mole di lavoro incomparabilmente maggiore, risulta avere tempi dilazione di pochi mesi”.  

La protesta è anche finalizzata a segnalare la contrarietà della Avvocatura siracusana rispetto alla gestione e alla organizzazione delle udienze, specialmente nel settore penale, che determina assembramenti nelle aule di Udienza e nei corridoi antistanti le stesse, in violazione della normativa sulla prevenzione del contagio da Covid-19. 

Non tutti gli avvocati sono d’accordo su questa linea, l’associazione nazionale forense che ritiene l’astensione una strategia sbagliata dovendo, invece, prediligere il dialogo e la collaborazione. “Riteniamo che l’astensione – dice il presidente dell’Anf, Marco De Benedictis – ci allontani dalla soluzione delle problematiche esistenti, che si sono aggravate con l’avvento della pandemia. Solo uno sforzo condiviso tra magistratura, avvocatura e personale amministrativo, può consentire di individuare le risposte adeguate alle pressanti richieste di servizio, tutelando nel contempo il diritto alla salute”. 

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