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I Guardiani di Aretusa ripuliscono l’interno del Monumento ai Caduti d’AfricaSiracusaLive | SRlive.it
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I Guardiani di Aretusa ripuliscono l’interno del Monumento ai Caduti d’Africa

L’Associazione I Guardiani di Aretusa ha organizzato una mattinata di pulizia all’interno del Monumento ai Caduti d’Africa sito in piazza Cappuccini. Muniti di scope, palette, e sacchi in mezza giornata hanno ripulito per intero la parte interna composta da due sale, una delle quali è la cappella votiva dedicata al legionario italiano caduto in Africa Orientale. “In troppi preferiscono il mare in questa torrida estate, noi non dimentichiamo, e riserviamo sempre un po’ del nostro tempo all’impegno civico, soprattutto verso i beni monumentali della nostra Siracusa – spiega il presidente dei Guardiani di Aretusa, Fabio Camilli-. Ci siamo spesso occupati dell’area esterna che è molto frequentata in qualsiasi periodo dell’anno: questa volta abbiamo voluto restituire decoro all’interno ripulendo il pavimento e la grande statua dedicata al caduto italiano in Africa, dai calcinacci venuti giù dal tetto che si presenta con evidenti danni causati dal tempo”. All’interno, dal 1999, c’è anche una targa in ricordo di Emanuele Scieri giovane Parà siracusano morto, in circostanze ancora da chiarire, all’interno della Caserma Gamerra di Pisa. Il monumento ai caduti in Africa è stato progettato nel 1938 in memoria della campagna per la colonizzazione dell’Africa Orientale da Romano Romanelli ed era destinata alla città di Addis Abeba in Etiopia; invece l’opera fu poi posta a Siracusa nel 1952. Lo stesso autore la volle ubicata sulla Riviera di Dionisio il Grande con la prua rivolta verso il mare, l’opera ricorda infatti la forma di una nave, in direzione dell’Africa Orientale.”Accendiamo i riflettori sul prezioso patrimonio storico culturale della nostra città, riportiamo al centro la tutela e salvaguardia di questi beni che in caso contrario rischiamo di perdere – conclude Fabio Camilli-. Facciamo si che non solo i turisti siano incuriositi dalle nostre bellezze ma che il singolo cittadino le apprezzi e se ne prenda cura”.

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