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Il Cga: le elezioni regionali del 2017 non sono da annullare

Il consiglio di giustizia amministrativa ha respinto l’appello presentato dall’ex parlamentare regionale Enzo Vinciullo che, insieme con l’ex presidente della Provincia di Palermo, Vincenzo Antonio Fontana, Francesco Paolo Scarpinato, Giuseppe Picciolo, Salvatore Cicco, Filippo Landolina e Marco Antonino Pettinato, avevano sollecitato la riforma della sentenza del Tar di Palermo che aveva rigettato la richiesta di annullare le elezioni regionali del 2017 o, quanto meno, di escludere alcune liste per avere presentato autocertificazioni senza il rispetto della legge Severino. I giudici del Cga si sono riservati sulla pubblicazione delle motivazioni ma il verdetto è stato emesso mercoledì. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e agli accessori per ciascuna delle parti costituite. Nel caso in questione, oltre alla Regione Siciliana, sono ben 64 le parti civili tutti del movimento 5 stelle, tra cui i deputati regionali Stefano Zito, Salvatore Siragusa e Gianpiero Trizzino.

Nel rigettare il ricorso, il Tar di Palermo aveva, tra le altre cose, sottolineato come “i candidati hanno fatto ragionevolmente affidamento sulle indicazioni provenienti dall’Autorità preposta alla gestione delle elezioni, risultando per tabulas l’assenza di alcun intento fraudolento di eludere le stringenti prescrizioni della legge Severino, come dimostrato dall’accertata assenza di condanne ostative risultanti dai certificati del casellario giudiziale”.

Secondo i ricorrenti ci sarebbe stato un errore degli uffici regionali che nei moduli per l’accettazione delle candidature avevano previsto un impegno, per i sottoscrittori, a rispettare una legge del 1990 che non esiste più. L’errore, avvistato prima della scadenza per la presentazione delle liste, è stato corretto aggiungendo un rimando a «successive modifiche e integrazioni» di quella legge.

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