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Il Pd siracusano e il fallimento di un progetto

Nel Partito Democratico siracusano divampa l’eterna polemica in una guerra intestina difficile da placare. Senza quella rivoluzione annunciata per realizzare il programma ambizioso e necessario alla rinascita di Siracusa, non c’è futuro politico. La domanda è cosa succederà dopo il fallimento acclarato. Il discorso potrebbe essere ripetitivo, vuoto, di sinistra “annacquata” tra ex democristiani, avventurieri e camaleonti in cerca di nuova identità e di una pietà politica.
Occorre accorciare la distanza fra conservazione e cambiamento, per allargare gli orizzonti programmatici, in una città che è ormai immobile, fallita sui temi economici e sociali, che sono oggi un punto politico importante, intimamente collegato ai temi dell’alterazione dei fatti che questa squadra di governo locale ormai non riesce a controllare e a far emergere. Eppure, nell’attuale situazione interna, questo tratto progressista del PD siracusano poteva essere un’occasione per la ripresa di una nuova fase politica allargata. Ma all’interno ci sono altri partiti nel partito che non riescono a mettersi d’accordo.
Accanto ai fallimenti legati alla complessità dei temi di un progetto ben scritto, ma ancora lontano dalla sua messa in opera, per l’incapacità a mediare fra interessi pubblici e quelli privati, è possibile rintracciare le vere responsabilità politiche che riguardano le scelte di campo di questo PD. Ma la crisi insiste nei confronti di alleati non “classificati” all’interno dello stesso partito e al consiglio comunale, dove la guerra cruenta intestina tenta di far scoppiare la tenuta di una maggioranza che vive ormai tra le nebbie dell’azione giudiziaria e il ricatto del singolo consigliere comunale, tra grida e sussurra, luci e ombre e nell’immobilismo totale. Il territorio subisce il danno maggiore, compresa la polpetta avvelenata sull’INDA con un effetto a doppia azione; ma quello che non si è ancora capito è il perché di tanto accanimento nel colpire un obiettivo di cui si aveva il comando, in un momento delicato per l’economia della città in totale abbandono, dove i fallimenti delle aziende siracusane sono ormai migliaia, facendo diventare Siracusa una città morta.
Quello che non bisogna dimenticare è il tratto pragmatico e gli interessi della collettività colpita da mille errori del Palazzo, ora sotto accusa dalla magistratura per capire chi è il vero nemico del popolo sovrano. La logica scritta dallo scrittore, Gian Maria Cipolla, sostiene che la stupidità dell’uomo raggiunge la sua massima espressine quando pur di far del male a te se lo fa pure lui. (Inda invenit et probat regula).
Concetto Alota

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