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Incendio auto sindaco, i 4 parcheggiatori: “Siamo estranei”

Si sono protestati innocenti i quattro parcheggiatori abusivi, arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Prometeo”, perché a vario titolo coinvolti nell’incendio dell’auto del sindaco Giancarlo Garozzo. I 4 indagati sono comparsi ieri mattina davanti al gip del tribunale, Andrea Migneco. Salvatore Urso di 58, Francesco Mollica di 35 e la moglie Lucia Urso di 37 (difesi dall’avv. Junio Celesti), hanno detto di non c’entrare nulla con l’attentato incendiario e di avere anche una certa confidenza sia col sindaco che con l’assessore Salvatore Piccione. Hanno riferito di avere più volte chiesto l’intervento del primo cittadino perché volevano che qualcuno si interessasse a loro anche per legalizzarle l’occupazione di parcheggiatori.

Anche Andrea Amato di 35 anni (che ha affidato la difesa all’avv. Matilde Lipari), ha respinto ogni accusa. Egli deve rispondere di tentata estorsione ai danni del sindaco Garozzo. Alla presenza del pm Davide Lucignani, l’indagato ha riferito al giudice sostanzialmente di avere incontrato Garozzo in una circostanza, durante la campagna elettorale di novembre per le elezioni regionali, si è recato insieme con gli altri indagati al comitato elettorale di Gaetano Cutrufo, dove hanno incontrato Garozzo al quale hanno chiesto di poter intervenire per annullare il Daspo che era stato applicato loro come deterrente. Amato ha anche detto di avere moglie e tre figli da sfamare e che quel giro di vite nei loro confronti lo aveva danneggiato. I legali hanno annunciato di ricorrere al tribunale del riesame per annullare l’ordinanza del gip Migneco.

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