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Inchiesta “Sorella Sanità, le indagini si allargano in tutta la Sicilia

La Sanità in Sicilia trattata come un affare privato. Lo scandalo che fa tremare la sanità siciliana ha coinvolto nel tritacarne intanto manager, imprenditori e faccendieri con provvedimenti cautelari per un presunto giro di mazzette di oltre 1,8 milioni di euro; ma, secondo alcuni addetti ai lavori, potrebbe essere solo la punta di un gigantesco iceberg che naviga nel malaffare della Sanità siciliana. La scia sanitaria di Palermo è arrivata anche ad altre Procure dell’Isola; i pm, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni trapelate, starebbero indagando su possibili coinvolgimenti di uomini ai vertici delle Asp. Anche la Procura di Siracusa, che ha aperto diversi fascicoli a seguito di esposti e denunce, come quello sulla morte per Coronavirus del direttore del parco archeologico di Siracusa, Calogero Rizzuto, avrebbe allargato a ventaglio l’inchiesta sulla Sanità siracusana, così come le altre Procure dell’Isola.

A pensare che nel 2019 la Sicilia è stata la seconda Regione d’Italia per avanzo di amministrazione in sanità. Lo rileva il Rapporto Oasi 2019 del Cergas Sda Bocconi di Milano che ne ha diffuso i dati relativi al 2018. In particolare secondo quanto si legge nell’Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario Italia proprio “le Regioni in piano di rientro nel 2018 hanno complessivamente registrato un avanzo sanitario, grazie ai risultati particolarmente positivi realizzati da Lazio e Sicilia che hanno bilanciato il sostanziale disavanzo di Calabria e Puglia”. Nello stesso anno, sono 8 le Regioni che hanno registrato risultati di avanzo: Lazio (88 milioni di euro), Sicilia (83 milioni), Sardegna (20 milioni), Campania (11 milioni), PA di Bolzano (8 milioni), Friuli Venezia Giulia (3 milioni), PA di Trento (2 milioni) e Valle d’Aosta (1 milione) (Tabella 3.15). Calabria, Puglia e Liguria registrano i livelli di disavanzo più elevati (88,65 e 59 milioni di euro rispettivamente).
 

L’arresto del capo della task force sanitaria, Antonio Candela, e del manager dell’Asp di Trapani Fabio Damiani, ha messo in serie difficoltà il governo Musumeci che sta cercando di correre ai ripari. Dopo che i buoi sono scappati si sbarrano i cancelli. Il governo Musumeci passa al setaccio tutte le gare d’appalto gestite dalla Centrale unica di committenza (Cuc) nonostante sia stata svuotata qualche mese fa da una delibera che ne ha ridimensionato il ruolo, proprio perché la giunta aveva notato delle stranezze sulle offerte di alcuni capitolati. Come primo atto dopo lo shock per l’inchiesta della Procura di Palermo, che ha svelato trame e tentativi di dossieraggio contro il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore alla Salute Ruggero Razza, il governo ha subito revocato l’incarico ad Antonio Candela, in scadenza tra l’altro a metà giugno, a capo della task force sanitaria anti-Covid e ha sospeso, in attesa del completamento della procedura di decadenza, Fabio Damiani, dirigente generale dell’Asp di Trapani: i due sono stati arrestati dalla Guardia di finanza con l’accusa di avere intascato tangenti, nell’ambito di quattro gare d’appalto del valore complessivo di 600 milioni di euro risalenti a quattro anni fa. Ma secondo le indiscrezioni trapelate dagli ambienti politici, si lavora per un repulisti in diverse Asp della Sicilia.

“La CUC con la pubblicazione in G.U.U.E. del data 21.12.2016 ha indetto il Bando di gara per la prestazione dei servizi integrati per la gestione e manutenzione delle apparecchiature elettromedicali – Nr. gara 6613909

Detta gara, aggiudicata mediante procedura aperta ex art. 60 del D.Lgs. n. 50/2016, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ex art. 95 dello stesso decreto, prevede l’affidamento quinquennale, mediante convenzione, dei servizi integrati per la gestione e manutenzione delle apparecchiature elettromedicali per le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione Sicilia.

“La gara, suddivisa nei seguenti quattro lotti territoriali, prevede che le ditte non possano presentare offerte per più di due lotti [art. 3, lett. c, del disciplinare di gara: “Le Imprese partecipanti, siano esse capogruppo o mandanti, non possono presentare offerte per più di due lotti (in proprio o in raggruppamento con altre Imprese)]”:

“- Lotto 1 (CIG 6918704727): Aziende Sanitarie ed Ospedaliere delle provincie diPalermo e Trapani; Importo a base d’asta € 53.731.205,50 oltre Iva.

“- Lotto 2 (CIG 6918722602): Aziende Sanitarie delle Provincie di Caltanissetta, Enna,Ragusa, Siracusa, Agrigento; Importo a base d’asta € 49.338.112,70 oltre Iva.

“- Lotto 3 (CIG 6918737264): Azienda Sanitaria ed Ospedaliere della provincia diCatania; Importo a base d’asta € 59.197.074,97 oltre Iva.

“- Lotto4 (CIG 69194048CF): Azienda Sanitaria ed Ospedaliere della provincia di Messina. Importo a base d’asta € 40.133.925,00oltre Iva.

“Il valore complessivo dei quattro lotti della gara è pari a € 202.400.318,17 di cui €127.500,00 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, oltre IVA.

“Logiche spartitorie che si appuntavano proprio su quale ditta fare risultare prima o seconda tra la PFE e la FER.CO e quale terza (la Europromos favorita, in una logica di scambio di favori, dalla PFE), secondo i desiderata perseguiti dalle aziende, nella loro strategia commerciale”.

“Ma che dici … ti manca … a quel punto entra il Civico … Siracusa”. “Ahh …c’è pure Siracusa”. ” Certo! c’è Siracusa, Civico, Trapani, Enna”. “minchia”.

Per gli inquirenti, Satta, in questo dialogo, avrebbe discusso di appalti con Manganaro dopo che quest’ultimo, nella tesi dell’accusa, avrebbe proposto di “ridurre la percentuale della tangente sul fatturato” come si legge nell’ordinanza del Gip di Palermo.

MANGANARO: sì, dobbiamo pensare in prospettiva, io ci stavo provando di portarvi a casa la gara fra tre mesi non è che dobbiamo…”

SATTA: Certo! però … però … però scusami però posso … posso farlo un ragionamento, poniamo che … può essere che di me si fida come vuoi … questa cifra qua … questa … che è tutto il 2019 … mi ascolti … questo è tutto il 2019 no! … con queste tre… tutto il 2019 … possiamo gestirla per queste tre come ci eravamo proposti se arriva se si allarga … ma questa cifra qua è gestibilissima.

SATTA. no, ma per dire che quando ci vediamo la prossima volta … no per dire, ragioniamo su questa ipotesi, fatto certo che dobbiamo sistemare il pregresso quando ci vediamo, perché non ragionare in temi contrattuali relativamente a questa cifra con Pino per queste tre … le altre le facciamo come dici te diversificate … diversificare tutto è difficile comunque.

MANGANARO: tutto … cioè …
SATTA: quando entreranno tutte non sarà questo … sarà molto di più e nella forma che tu stai pensando
MANGANARO: ma neanche moltissimo … al posto di 220 saranno 300
SATTA:  … ma che dici … ti manca … a quel punto entra il Civico … Siracusa
MANGANARO: ahhh …c’è pure Siracusa!
SATTA: certo! c’è Siracusa, Civico, Trapani, Enna
MANGANARO minchia!
SATTA: minchia hai capito! … e Ragusa sarebbe già entrata se non lo avessero bloccato … a quel punto io dico, portiamoci avanti con questo noi con il contrattino che avevamo pensato prima … e intanto quando arrivano
MANGANARO: contrattino sempre quello che prevede la proroga mista … cioè la manutenzione full risk.

SATTA: quella che avevamo pensato su quelle macchine
MANGANARO: che prevede che io e il tuo capo … io sia sempre in buoni rapporti sempre con lui no!

Finisce nella vicenda giudiziaria anche la Casa di Cura Candela Spa di Palermo, presidente/socia di maggioranza, la dottoressa, Cavaliere del Lavoro, Barbara Cittadini, presidente nazionale Aiop-Confindustria (Associazione italiana Ospedalità Privata).

E ancora:

(…) [arriva DAMIANI…] (DAMIANI): Buongiorno

(MANGANARO): Minchia sei arrivato al momento clou

…omissis…

(MANGANARO): Allora siccome ero arrivato al clou, gli ho accennato che hai avuto già degli incontri [riferito a DAMIANI – ndr] che non sei entrato nel merito appunto…

(DAMIANI): Sì avremo un altro, sicuramente ci vedremo [con la dott.ssa FARAONI NDR]

… omissis …

(DAMIANI): Intanto ho rapporti diciamo graziosi perché ci conosciamo da tanto tempo, conosce mia moglie

(MANGANARO): Perciò al…

(DAMIANI): Abbiamo parlato delle problematiche e lei non so per quale ragione…

(MANGANARO): Alla fine…

(ZANZI): Ha tirato fuori lei queste […inc…]?

(MANGANARO): Dal vivo…

(DAMIANI): Purtroppo devo dire che, lo dico a voi, questo mondo… cioè il mondo delle forniture è un mondo particolarmente… particolare…

(ZANZI): Certo, si parla tanto

(DAMIANI): Per cui… quindi nel cambio delle gestioni…

(ZANZI): Certo

(DAMIANI): Anche da me qui sono venuti

(ZANZI): Le colpe son sempre di chi…

(DAMIANI): Stai attento a questo, stai attento quello, la colpa ormai è di personale, è sempre di un altro, quindi sicuramente a lei nel cambio di gestione, in un vuoto profondo che lei ha in azienda, che io trovo una azienda avviata, cioè dove le caselle sono tutte riempite, lei trova una azienda distrutta da una gestione CANDELA fallimentare e soprattutto con dei vuoti pesanti di organico. Manca il provveditore, manca il capo del ufficio tecnico, manca il direttore del dipartimento, manca il capo del bilancio cioè… quindi in questo momento ha questa difficoltà che non ha le persone poi magari le persone non ti piacciono e le cambi, ma almeno ce l’hai…”.

… omissis …

(MANGANARO): Ecco può essere sempre due vie, due, sì sempre poi o per venire ad aiutare o una via filo-Miccichiana… (…) …che per un periodo comunque lui basta che butta a terra un po’ in favore di chi non importa, ai tempi era per HC e quant’altro. Ci sta! non è importante individuare da chi, quello che… allora la fortuna lì… io dico che lui… ci spieghiamo ovviamente, ma che in mezzo a tutti questi corvacci che vanno solo poi a portare informazioni, negatività…

(ZANZI): Certo, e vabbe’

(MANGANARO): Io, però… che poi la sua parola asettica difatti…

(DAMIANI): ...Qui ci ascoltano, ci sentono tutti

Sebbene poi in realtà la conversazione si indirizzi su vicende particolarmente delicate e riservate forse in ragione della tranquillità che garantiva il ristorante, Damiani palesa agli interlocutori fino da subito l’esposizione del loro incontro, derivante dal fatto che si trovano in un locale pubblico.

(MANGANARO): tutti tutti sì

(DAMIANI): Sì? L’hai sentiti uno per uno?

(MANGANARO): [inc] giapponesi [inc]

(DAMIANI): [inc]

(ZANZI): E comunque basta essere molto…

(MANGANARO): Sìì

(ZANZI): Eh dobbiamo…

(MANGANARO):

(ZANZI): Stiamo dicendo cose abbastanza normali

(MANGANARO): E poi individuare da chi… allora quello che io… la mia opinione è che in questo momento lui conoscendo lei, è una [ inc] amministrativo non ne capisce tanto

(ZANZI): Eh vabbe’ comunque dai

(MANGANARO): Però…

(ZANZI): Di fatto

(MANGANARO): Di fatto

(ZANZI): La situazione

(MANGANARO): Ora si va… però

(ZANZI): Qualcuno penso avrà fatto presente le situazioni più spigolose e più spinose al responsabile, quando arrivano qualcuno gli avrà detto che ci sono una serie di situazioni…

…omissis…

(MANGANARO):No, quest’ultima battuta non è degli interni della sua azienda, questa è la politica degli operatori…

(ZANZI): interni, esterni, politica

(MANGANARO): Gli operatori che… perché qui la domanda è… non la domanda lei dice <non mi piacciono tanto>

(ZANZI): Vabbe’

68 Vincenzo LO CURTO. Nato a Palermo il 29.07.1962 ed ivi residente in…

(MANGANARO): Non è che dice che le carte sono a favore mio o loro

(ZANZI): Questo lascia il tempo che trova

…omissis … “

Sul fronte politico, sono i deputati del movimento 5 stelle all’Ars a rappresentare tutto il malessere del popolo siciliano di un governo che appare come incenerito dall’ennesimo scandalo della sanità siciliana, coinvolgendo anche deputati della maggioranza di Musumeci.

 “Dopo questi incresciosi fatti che travolgono la sanità siciliana – così la denuncia dei deputati Grillini in una nota diffusa – sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l’attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall’assessore della Salute in Regione mesi addietro. Lo stesso M5stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad esempio, abbiamo chiesto l’audizione di Damiani, uno degli arrestati, sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull’appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato”.

È ancora una volta la Sanità a dettare le regole della politica. Ma chi questa volta ha innescato la miccia della vendetta con la formula giudiziaria? È ormai un modo riconosciuto di farsi giustizia, tipica della subcultura della Sicilia dei Gattopardi, oggi più incarnata nella moderna malata società, specie nella politica siciliana, in cui il vinto esige la sua personale vendetta e cerca di sopprimere i responsabili di tale siffatta condizione tra rancori, vendette, senza esclusione colpi bassi. Si cercano i corvi, ma anche le persone oneste che potrebbero essere stati coinvolti e ora devono giocoforza dimostrare la propria estraneità. 

La premessa ci conduce alla logica deduzione in cui tanti sono le occasioni che la memoria del passato viene assorbita dalla mente. La vicenda che ha colpito la Sanità siciliana nel suo cuore, nella vita dei cittadini come un accanimento terapeutico; accuse, calunnie, menzogne e verità si rincorrono che si ripetono, tutti con la stessa identica esposizione.

In politica la vendetta illude i protagonisti di rimaneggiare il passato attraverso il potere. L’odio inchioda la mente. È per questo che in politica insiste la lotta e la competizione, con impressionante devastazione, così come è successo in questa brutta vicenda in cui non si trattano voti, ma vite umane.

Per rimanere nel nostro brodo locale, l’unico riferimento che ci si lega con questa assurda realtà, è la mancata realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa. IL fallimento della politica siracusana diventa grave ancor prima di assurdo. Decenni per non far nulla. E la verità è sempre la stessa: il mancato accordo dove costruire il nuovo nosocomio siracusano e la spartizione dei pani. Interessi e misteri si annidano nelle scelte di una politica corrotta che non riesce a spendere i soldi per realizzare un ospedale che serve per salvare le nostre vite. Senza dimenticare di aggiungere alla rabbia collettiva gli ospedali chiusi o svuotati di reparti strategici: è la forza della corruzione che vince sui diritti del popolo, sovrano solo sulla carta. Ora ci riprova la forzista Stefania Prestigiacomo dopo il tentativo del project financing, alla fine fallito.    

Concetto Alota 

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