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La loggia dei “poteri forti” obbliga i cittadini ad accumulare milioni di euro con i “debiti pilotati”…SiracusaLive | SRlive.it
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La loggia dei “poteri forti” obbliga i cittadini ad accumulare milioni di euro con i “debiti pilotati”…

Una cerchia di imprenditori, faccendieri, mediatori, colletti bianchi, uomini della politica, tutti individui senza scrupoli, e amici degli amici che si propongono come la nuova classe economica, politica e sociale di riferimento nell’’intreccio tra gli affari e la politica senza curarsi di tutto il malcontento dei cittadini. Insiste una “loggia affaristica” collegata ai nuovi “poteri forti” in Sicilia e di cui il territorio siracusano è oggi parte integrante che costringe, tra le tante altre cose, i cittadini a pagare i debiti “pilotati”. Un antico sodalizio che raccoglieva gli elementi più importanti e prestigiosi del potere pubblico e privato che tenta ora di ritornare a controllare, come ai vecchi tempi, la politica e l’economia. Nel secolo scorso, fu la massoneria deviata ad avere un ruolo centrale nelle vicende economiche-politiche italiane. L’ispirazione fiutata in casa nostra negli ultimi quindici anni ci riporta indietro nel tempo, a dopo la seconda guerra mondiale, quando era stata riorganizzata la famosa loggia P2 (Propaganda Due) di Licio Gelli, con l’aiuto della mafia e della massoneria americana. Finché esisteranno forti gruppi finanziari, potentati economici, multinazionali che dominano i popoli, continueranno ad esistere cosche politico-affaristico- mafioso e massonerie trasfigurate. La sola cosa che cambia è la denominazione; ma si possono definire benissimo comitati d’affari misti, con ramificazioni universali, o nuovi “poteri forti” che dir si voglia. Del resto, la logica di tutto ciò s’intuisce anche attraverso questo nostro modesto lavoro, dove abbiamo cercato di spiegare la vicenda travagliata degli ultimi fatti a Siracusa, dove i confini territoriali si sono trasferiti nella sede del potere come gli eleganti uffici a Roma, a Milano, a Palermo, in altri parti del mondo, così come nelle aule giudiziarie a tutti i livelli con fior di avvocati principe del Foro, financo nei meandri della Cassazione; ma tutto è regolare, secondo le norme di legge che regolano la materia.

Oggi combattere, attraverso il voto popolare libero e democratico, simili poteri moderni con ogni mezzo è più che necessario; insiste il rischio reale per la democrazia. Gli uomini di potere vogliono conquistare sempre più potere. È un progetto semplice, quello presente nel territorio siracusano, dove traspare il primo sinistro segnale finalizzato per disarcionare il sindaco di Siracusa per occuparne il posto di comando istituzionale; o conquistare anche i comuni industriali con ricchi bilanci e interessi multipli di Augusta, Priolo e Melilli. Le camere di commercio per catturare la posizione di controllo dell’aeroporto di Catania privatizzandolo; stessa cosa per il depuratore biologico dell’Ias. Fatti per cui stanno indagando le Direzioni distrettuali Antimafia di Palermo, Catania e Caltanissetta. E ancora le mire espansionistiche sono proiettate verso gli interessi del grande business delle discariche di rifiuti industriali e quelli civile. Ma uno sguardo interessato è verso il polo petrolchimico siracusano, negli interessi del porto di Augusta e di Siracusa, fino a Pozzallo, lasciando agli altri referenti il resto della Sicilia, Catania compresa, ma in contatto diretto e in stretta collaborazione solo per gli affari con i soldi pubblici. Si registra in questa logica anche il ritardo nella concretizzazione di opere pubbliche necessarie alla vita della collettività. L’esempio principe nella costruzione del nuovo ospedale di Siracusa e del cimitero con ritardi registrati anche oltre i dieci anni, così come in altre infrastrutture che non si realizzano perché manca “l’amalgama”, e si blocca per la scelta del terreno più conveniente per la “lobby degli affari”.

Troviamo tracce dei comitati d’affari sul risarcimento dei danni a carico dei cittadini dei vari comuni. In quasi tutti debiti contratti dagli amministratori del Municipio di Siracusa, per rimanere a casa nostra, che si sono succeduti nel tempo hanno raggiunto cifre abnormi, tanto da non poter quantificare la reale somma di denaro occorrente per far fronte ai debiti scaturite da tutte le condanne emesse dal Tar, dal Cga e dalla Cassazione. Inoltre, insistono le mille richieste in corso contro la collettività siracusana, per il risarcimento dei danni causati a privati cittadini e alle aziende per errori e omissioni, ma il sospetto che l’omissione sia stata spesso pilotata è forte, anche da parte della magistratura inquirente.

Si tratta dei famosi debiti fuori bilancio, in buona parte già pagati o in via di definizione, che troviamo verso enti o privati cittadini e accumulati contro il Comune di Siracusa per l’espropriazione di terreni, dove sono state realizzate strade e opere di edilizia popolare o altro, specie alla Pizzuta, e con l’illegittima utilizzazione di suolo per un totale approssimativo che oscilla tra i sei milioni di euro al massimo della stima richiesta non quantificabile. E ancora. In favore di cooperative edilizie tra sentenze Tar e Cga con risarcimenti al rialzo massimo presunto che si aggirano intorno a circa quattro milioni di euro.

Ancora un risarcimento milionario di danni, avverso una convenzione del 1955 per la costruzione e la gestione della vecchia Centrale del latte di Siracusa. Processo in Cassazione per l’annullamento della sentenza di primo grado e dove il ricorrente avrebbe richiesto una somma di circa otto milioni di euro, mentre una condanna del Tribunale di Siracusa nel 2010 aveva stabilito il pagamento del danno in circa 275 mila euro. Sei milioni di euro di debiti verso la fallita Sogeas Spa, per investimenti vantati dalla stessa dal 2004 al 2007 e che il Comune di Siracusa in un primo momento aveva riconosciuto e poi annullato con la determina che abrogava la precedente. E ancora. Settecento mila euro circa per debiti verso imprese edili; 64 mila euro circa per opere contestate; ad un privato per il pagamento delle spese sostenute per circa tremila euro; ad un altro per un risarcimento dei danni per circa 85 mila euro; a diversi soggetti per maggiori oneri per un totale di circa 450 mila euro per espropri riguardante la scuola Vittorini; altre somme dovute a un’impresa edile che si aggirano sui 100 mila euro per i lavori di un marciapiede. Sono circa venti i milioni di euro richiesti dalla società Open Land, di cui circa tre già deliberati e pagati per la nota vicenda della concessione edilizia per il centro commerciale nei locali della vecchia Fiera del Sud. La lista continua con la richiesta del risarcimento dei danni annunciata per oltre cento milioni di euro dalla società Elemata per la mancata realizzazione del villaggio alla “Pillirina”. Fatti due conti, insiste un debito totale intorno ai 50 milioni di euro quelli certificati e circa 135 quelli “pendente”. Ma nell’elenco non ci sono i diversi milioni di euro accumulati nella gestione allegra del passato del Vermexio per i processi derivanti dai danni causati dalle strade sbudellate e i marciapiedi scassati, le buche sull’asfalto, la segnaletica fuori legge e tutto il resto con danni causati alle auto, ai pedoni, agli automobilisti e ai nostri ragazzi che ruzzolando dai motorini per l’asfalto difettoso sono finiti a centinaia in ospedale e qualcuno è morto. Provate a fare la divisione della somma per sapere quanti debiti hanno raggiunto i cittadini siracusani singolarmente, bambini e anziani compresi, e quanti debiti lasceranno agli eredi, grazie ai nuovi “poteri forti”, o “loggia degli affari” che dir si voglia?

Concetto Alota

 

 

 

 

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