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I familiari di Eligia Ardita davanti al palazzo di giustizia.

La mamma di Eligia: “Mio genero era un marito molto geloso”

Christian Leonardi era un marito geloso e in qualche circostanza anche violento nei confronti della moglie. Graziella Caruso, la madre di Eligia Ardita, la sfortunata infermiera siracusana, morta la sera del 19 gennaio 2015 insieme con la figlioletta Giulia che portava in grembo, tratteggia un quadro a tinte fosche del genero, imputato di omicidio al processo che si sta svolgendo davanti alla Corte d’Assise.

“Leonardi aveva una gelosia morbosa nei confronti di mia figlia Eligia – ha detto tra le altre cose la teste – anche durante il periodo di fidanzamento insieme con mio marito avevamo notato questo comportamento inusuale. Questo ci destava preoccupazione e più volte avevamo consigliato nostra figlia di troncare la relazione. Ma Eligia, pur ascoltando i nostri consigli, ha insistito perché diceva che gli voleva bene e così si sono sposati pur sapendo che eravamo contrari”.

La madre ha riferito di una confidenza ricevuta da Eligia che le ha mostrato un livido al gluteo, causato da un corpo contundente facendole giurare di non rivelarlo ad alcuno. “Ho mantenuto questo segreto – ha detto la donna – Ma adesso che mia figlia non esiste più, non c’è motivo che io mantenga questo giuramento”.

Molte domande degli avvocati Vera Benini e Felicia Mancini hanno fatto perno attorno agli indumenti indossati da Eligia la sera della morte. “Quella sera che io e mio marito abbiamo cenato a casa di mia figlia, Eligia indossava un pantalone nero premaman e un lupetto dello stesso colore – ha detto la madre dell’infermiera – quando poi siamo tornati perché ci avevano avvertito che aveva problemi, indossava altri indumenti. Nel corso delle indagini, siamo tornati a casa di Eligia e i carabinieri hanno messo a soqquadro la camera da letto e l’armadio alla ricerca di quei pantaloni e del maglione senza riuscire a trovarli”.

La prossima udienza, fissata per il 7 giugno, sarà esaminato il maresciallo dei carabinieri, Augusta Zaccariello, in servizio al nucleo investigativo del comando provinciale, che ha svolto le indagini e che ha raccolto nel settembre 2015 la confessione di Leonardi.

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