Home / L'Opinione / La provincia di Siracusa paga lo scotto di una classe politica abulica, benestante e di tanti “nominati” – Il M5Stelle è il favorito

La provincia di Siracusa paga lo scotto di una classe politica abulica, benestante e di tanti “nominati” – Il M5Stelle è il favorito

La provincia di Siracusa paga lo scotto di aver eletto una rappresentanza politica al Senato, alla Camere a e All’Ars, che, nei fatti pratici, non si è impegnata a fondo nel risolvere le problematiche che attanagliano il territorio siracusano. Una classe politica abulica, benestante, con stipendi da favola e una vita da nababbi, specie per i “nominati” dai vertici dei partiti per il gioco delle correnti, con la vecchia regola dei sazi che non credono i digiuni.

Gli esempi si possono racchiudere nella vicenda dell’ex Provincia in cui i dipendenti sono stati abbandonati al destino, con la sfacciataggine della politica che insiste nel prendere per i fondelli l’intera comunità siracusana, con pannicelli caldi e menzogne. Nella zona industriale, dove l’eterno connubio con gli industriali ha condannato la popolazione al disagio di un inquinamento selvaggio, con il beneplacito di politici che dall’interno e dall’esterno del governo a tutti i livelli hanno sempre avvantaggiato le lobby della chimica e della raffinazione, lasciando alla magistratura l’onere di risolvere una mera questione demandata al legislatore che deve regolare lo sviluppo del territorio e la salvaguardia della salute pubblica della popolazione, dove, invece, gli enormi interessi economici ci hanno portato morte e dolore. Poi la storia della Camera di Commercio ha visto un drappello deciso a portare avanti l’accorpamento, ma quando i conti non quadravano più, hanno chiesto l’aiuto ai politici che si sono nella maggior parte subito schierati più per convenienza personale che per la reale condizione riflessa verso gli interessi del territorio, cambiando le carte in tavola come fosse una partita a briscola tra amici e partenti.

Di sviluppo economico non si parla più dai tempi della Cassa del Mezzogiorno. Di nuovi investimenti manco l’ombra; non sono riusciti nemmeno ad asfaltare le strade e ora da qualche giorno appare come un fatto elettorale che un obbligo degli amministratori della cosa pubblica. A parte Stefano Zito, Vincenzo Vinciullo e Pippo Zappulla, il resto della comitiva può considerarsi organica al sistema del potere dei partiti e dei poteri forti, che a ventaglio decidono le sorti dell’economia e dello sviluppo, e questo sia a Palermo così come a Roma.

Un siciliano su tre, ripete che non voterà né per il centrodestra né per il Pd; la speranza in Sicilia è riposta sul M5Stelle con l’alleanza di liste che rispecchiano gli interessi dei siciliani onesti. Il Pd a livello nazionale e locale è accusato di aver favorito i poteri forti, giocando con le carte truccate. La prova è la strana liberalizzazione varato con il Ddl sulla concorrenza dal governo nazionale; “è una presa per i fondelli che tutela sempre i soliti noti, i poteri forti, e va a discapito di cittadini e piccole imprese”. Ha tuonato così il capogruppo M5S in Senato, Enrico Cappelletti. La disapprovazione è arrivata anche di Forza Italia, notoriamente in difesa di poteri forti per eccellenza, ma siamo in campagna elettorale e fa numeri contestare gli avversari. Questa legge sulla concorrenza doveva essere inserita in un quadro di semplificazione normativa, burocratica e fiscale, invece è diventata dannosa per il libero mercato e la sana concorrenza.

Leonardo Sciascia sosteneva che tutta l’Italia si fosse progressivamente ammalata dei peggiori mali della sua Sicilia. Attuale in questi giorni, in cui la magistratura si divide sul tasso di mafiosità della macchina della corruzione, mentre la Direzione nazionale antimafia fornisce un catalogo aggiornato delle diverse mafie che dominano lo Stivale in lungo e in largo; e non sola mafia, criminalità comune e corruzione, l’unità di misura della trasformazione di un’Italia che tende a uniformarsi al peggio senza fine. Ma il governo da che che parte  sta?

In Sicilia poi, alla fine di una legislatura dominata dal caos creato da Crocetta & Company, deludente e dannosa per il popolo siciliano, tutto sembra imbalsamato, dove il fallimento è accettato supinamente da un popolo incredulo nel credere che l’asino possa ancora volare. Nella Sicilia si svolgerà la prova generale della conquista del Palazzo da parte di Grillo e dei suoi, che già nel 2012 furono i vincitori morali della gara per il governo della Sicilia, per un sondaggio riflesso a tutta la Nazione. Al contrario di oggi, cinque anni fa un Crocetta inarrestabile funzionò d’argine per la stimolo dell’antipolitica, che in tutta la Sicilia si era già manifestata con il movimento dei Forconi, e fornì un alibi al centrosinistra già in crisi per dire di aver vinto. Ma oggi Crocetta, anche se con l’animo a parole di ripresentarsi “ripulito”, è ormai l’oscurità di se stesso; l’amministrazione pubblica è in pieno dissesto; il centrosinistra spera di far rientrare dal no secco il presidente del Senato Grasso, altrimenti sarà disastro completo. 

Il centrodestra, attirato dal buon risultato delle amministrative, comincia a sognare una vittoria che avrebbe con lo schieramento ex-berlusconiano che aveva trionfato nel 2001 alle politiche con l’impressionante risultato siciliano del 61 a zero e il gusto dell’anticipo di un sogno nel ritorno al governo nazionale.

Uno scenario davvero variegato e pieno d’incognite, ma il fallimento del governo Crocetta e di un Pd incapace di sviluppare un dibattito privo di rancori, veleni e lotte intestine, apre il campo a soluzioni alternative; si tratta di vedere se il popolo siciliano vorrà davvero riscattarsi e uscire così dal torpore del clientelismo perenne in cui si è relegato dal Dopo Guerra in poi fino ai giorni nostri. Qualcuno disse che governare il popolo italiano è inutile; ma non  includeva allora i siciliani. E ora?

Concetto Alota

 

 

Informazioni su Redazione

Un commento

  1. E si definiscono quelli preparati. Si, al fallimento, ovunque!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*