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La Regione favorevole al mega impianto della Lindo alle porte di Canicattini

«Se il Presidente della Regione, on. Musumeci, ritiene di dover decidere lui, “Domino”, da Palermo, il modello di sviluppo dei territori se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini. Per noi a Canicattini Bagni e nell’area iblea, coerentemente, dopo anni di confronto e coinvolgimento di tutti i soggetti di un’area vasta di grande pregio, al centro del patrimonio Unesco, il modello di sviluppo resta quello sostenibile di salvaguardia e valutazioni delle risorse paesaggistiche, naturalistiche e culturali, non quello dei mega impianti fotovoltaici come quello della Lindo che ne deturpano e sconvolgono il territorio e la sua biodiversità, all’interno del Parco nazionale degli Iblei».

Così il Vice Presidente di AnciSicilia, Paolo Amenta, alla notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione di venerdì 21 maggio 2021, del parere positivo, da parte dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, della valutazione di impatto ambientale, compresa la valutazione di incidenza ambientale, del mega progetto di impianto fotovoltaico a terra della società Lindo s.r.l. di Roma, di potenza nominale di 67,421 MWp, su un terreno agricolo di oltre 100 ettari, in località Cavadonna, lungo la Maremonti, alle porte del centro abitato canicattinese, comprendente in parte anche i territori dei Comuni di Siracusa e Noto, ed un cavidotto di ben 10 km che di fatto cintura Canicattini Bagni.

Già un anno addietro la Giunta e l’intero Consiglio comunale di Canicattini Bagni, insieme ai Comuni di Siracusa e Noto, avevano detto il loro fermo no alla realizzazione del mega impianto, la cui realizzazione metterebbe a rischio, deturpandolo e stravolgendolo irrimediabilmente, un ampio territorio dell’altopiano ibleo, inserito a pieno nel “Parco Nazionale degli Iblei”, di grande pregio naturalistico, paesaggistico e storico, al centro dei siti Unesco di Siracusa, Noto, Palazzolo Acreide e Pantalica, oltre che la visione strategica di sviluppo dei territori interessati.

Insieme, i tre Comuni, con una serie di motivazioni, nel ribadirne la vocazione agricola, turistica, ricettiva, gastronomica e culturale, e di tutela e conservazione dei caratteri tipici del paesaggio agrario, avevano sottolineato la loro netta opposizione ed assoluta contrarietà alla realizzazione dell’impianto industriale fotovoltaico della Lindo srl, finanziato da un fondo d’investimento, quindi “business speculativo” come l’avevano definito gli Amministratori comunali, che di fatto modificherebbe radicalmente lo stato dei luoghi ed ancor più la visione strategica e programmatica di sviluppo ecosostenibile dei propri Comuni.

Il progetto della Lindo s.r.l., i cui pannelli sarebbero ben visibili dal centro storico di Siracusa e di altri centri dell’Isola, prevede, infatti, la collocazione  di una distesa di pannelli montati su strutture a inseguimento monoassiale in configurazione bifilare, in almeno un milione di metri quadri di terreno in località Cavadonna, tra l’area artigianale alle porte di Canicattini Bagni e Siracusa, con l’energia prodotta veicolata mediante un cavidotto MT (media tensione) interrato, lungo circa 10 km, transitando da 67 cabine inverter, 5 cabine MT, 1 controllo room, una cabina di consegna e una cabina utente di trasformazione MT/AT (da media ad alta tensione)  realizzata in adiacenza alla costruenda sottostazione AT di proprietà di TERNA in località Case Sant’Alfano, in territorio di Noto ridosso di Canicattini Bagni.

In un’area, tra l’altro, soprattutto quella del territorio canicattinese, le cui particelle risultano negli archivi SIF, il portale del Sistema Informativo Forestale, interessate da incendi, vincolandole, pertanto, all’immutabilità per 15 anni e 10 anni per l’edificazione.

Non solo, ma per tutelare e porre una limitazione alle aggressioni indiscriminate al proprio territorio, il Consiglio comunale di Canicattini Bagni, lo scorso anno, ha anche approvato un apposito Regolamento che limita al 3% massimo la quota percentuale di territorio disponibile alla realizzazione di impianti (circa 45 ettari su un totale di territorio di 1500 ettari), che non siano quelli di 10 Kw proposte da persone fisiche o 100 Kw per le attività produttive, e il rispetto delle distanze dalle aree e zone di salvaguardia e di interesse archeologico, oltre 250 metri dai corsi d’acqua, cave e valloni, oltre 200 metri da strade provinciali, 100 metri da strade comunali, e 300 metri da zone boschive, parchi e riserve.

«Purtroppo, le comunità e gli Enti territoriali – conclude il Vice Presidente Amenta – come stiamo constatando con questo provvedimento di positività VIA emanato dalla Regione, contano nulla, espropriati come sono del diritto di scegliere e decidere del proprio futuro. Mentre, a qualche chilometro di distanza da questi luoghi, abbiamo disponibile una zona industrial, della cui rivitalizzazione e riconversione a polo energetico tutti parlano, dove impianti come quello della Lindo potrebbero trovare la giusta collocazione, anziché distruggere l’ecosistema, la bellezza di un territorio come quello degli Iblei, vocato ad uno sviluppo sostenibile e naturalistico. Lo ricordiamo, come lo abbiamo ricordato già alla Regione, che a quanto pare è sorda, si tratta di un impianto di vero e proprio business speculativo, essendo finanziato da un fondo d’investimento, quindi non per le attività produttive della zona o l’energia di casa, e che tra le altre cose non non alza i livelli occupazionali della zona. In sintesi, non porta nessun beneficio o vantaggio alle tre comunità interessate. Se il Presidente della Regione, dopo che parliamo di sviluppo sostenibile, come suggerito dalla stessa Regione ma anche dai vari fondi europei e nazionali, vuole distruggere e cambiare queste strategie, dettandole lui da Palermo, si accomodi, ma ci metta la faccia e se ne assuma la responsabilità davanti ai cittadini».

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