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La zona Sud necessita di urgenti interventi alla rete ospedaliera

C’è una profonda indifferenza verso i problemi sanitari del territorio, lo scorgiamo in alcuni episodi, abbastanza significativi, registratisi di recente proprio all’ospedale di Noto. Nonostante le rappresentanze sindacali stiano da mesi denunciando carenze e gravi problemi nello svolgimento quotidiano del proprio lavoro, le persone deputate alla cura e, soprattutto, alla responsabilità di questo settore, nulla dicono e nulla fanno. Così oggi riparliamo della ristrutturazione della rete ospedaliera siciliana, o se preferite la “distruzione” del servizio primario per la tutela della salute pubblica; è notorio come, in un contesto di limitazione di risorse economiche, non si può non tenere conto delle condizioni demografiche ed epidemiologiche del territorio. Proprio in vista dell’arrivo della bella stagione e del considerevole aumento di popolazione, cosa questa che se rappresenta un vanto in realtà ma non è accompagnata dall’incremento dei servizi primari, si assiste alla difficoltà persistente dei due MCAU (Pronto Soccorso) dell’Ospedale Avola/Noto. “Se da un canto si registrano impropri e ripetuti accessi dall’altro lato l’assenza ormai cronica di adeguato personale operante conduce sia ad uno stress psico-fisico degli operatori stessi che ad un grosso dispendio economico utilizzando lo straordinario come ordinario”. 
A sottoporci la questione è Adriano FormicaRSU-FIALS, che tempo fa ad una riunione a Siracusa con i vertici dell’Asp aveva anche avanzato un’interessante proposta riguardante proprio le due strutture. “Vorrei evidenziare altresì che la mancata integrazione ospedale-territorio comporta ricoveri ripetuti a pochi giorni dalle dimissioni nei reparti internistici, con altro sperpero economico. Se da un lato, la chiusura o la riorganizzazione dei piccoli ospedali è un atto necessario per evitare sprechi o doppioni, la riconversione in prestazioni ambulatoriali di attività svolte in regime di ricovero (sia ordinario che DH), risulta fondamentale per migliorare le attività “filtro” al ricovero ospedaliero stesso”.
Un ragionamento che affianca la cosiddetta ristrutturazione della rete ma senza mortificare le realtà esistenti che, si badi bene, continuano ad essere insufficienti per il reale bisogno di un territorio come il sud est siciliano. “Spiace constatare che la riorganizzazione dell’attività territoriale con l’istituzione dei presidi territoriali di assistenza di Noto (PTA Strutturale) e di Pachino (PTA Funzionale), nella zona sud della provincia, non è riuscita al soddisfacimento del bisogno di salute dei nostri cittadini -prosegueFormica-. Constatiamo, invece, nostro malgrado, come nella zona sud della provincia di Siracusa, i servizi alternativi al ricovero ospedaliero sono carenti e i servizi socio-sanitari (assistenza ambulatoriale, riabilitativa, residenziale e domiciliare) sono del tutto insufficienti a far fronte ad una popolazione di quasi 100.000 abitanti. (lunghissimi sono i tempi di attesa per una visita diabetologica; impossibile ottenere una visita fisiatrica a domicilio; impossibile ottenere una visita pneumologica a domicilio; non esiste nell’interoDistretto Sanitario di Noto un medico allergologo; per la fisioterapia a domicilio per i disabili, i tempi di attesa sono oltre un anno e mezzo)”. E l’utente ormai sembra essersi rassegnato a questo stato di cose, e chi può si rivolge ai privati, se no non si accede a controlli e cure; altra spia di uno Stato alla deriva. Ma queste sono domande che da sempre vengono stimolate proprio da chi opera nel settore. “Non possiamo che essere contenti dell’impegno profuso dei Vertici Aziendali dell’ASP per il potenziamento dei servizi sanitari nella zona Nord e Centro della provincia di Siracusa. Non possiamo che essere soddisfatti del mantenimento e potenziamento dell’offerta specialistica ambulatoriale nel Distretto Sanitario di Lentini e di Augusta, ove fra l’altro insistono due splendidi ospedali all’avanguardia nella diagnosi e cura. Altrettanto soddisfatti, però, vorremmo essere per l’attività specialistica ambulatoriale offerta dai nostri due PTA del Distretto Sanitario di Noto, dove invece si registrano gravi carenze di personale medico, infermieristico ed amministrativo; dove del tutto inadeguate o del tutto assenti risultano essere le apparecchiature per la diagnosi e la prevenzione di malattie oncologiche e cronico-degenerative (manca uno spirometro, manca un ecografo con sonde trans-rettali, manca un refrattometro, manca un capillaroscopio con video registrazione, manca un dermatoscopio digitale per mappatura computerizzata dei nei, manca un encefalografo ed elettromiografo)”. Ecco dunque la vera azione al servizio dell’utenza, e non si tratta di sprechi ma di investimenti per meglio razionalizzare le spese, e soprattutto essere vera assistenza e cura sanitaria.
“Per tutto questo, chiediamo al signor Commissario dell’ASP, non un miracolo o un trattamento di favore, ma più considerazione e più rispetto per tutti gli assistiti e tutti i lavoratori. E dunque chiediamo: maggiore equità delle risorse umane assegnate; una adeguata assegnazione strumentale ed un maggiore investimento economico in termini di budget. Di questo gliene saremo grati insieme ai 100.000 abitanti della zona sud della provincia di Siracusa”. Saranno ancora una volta richieste inascoltate?
 
Emanuela Volcan

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