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L’assessore Piccione: “Gli arresti confermano quanto fatto sul fronte parcheggiatori”

In merito all’esecuzione della misura cautelare, emessa nei confronti di quattro persone, tutte pregiudicate, residenti nella città di Siracusa, ritenute responsabili, a vario titolo, dell’incendio doloso dell’autovettura del Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, avvenuto lo scorso 14 novembre 2017, di seguito le dichiarazioni dell’avvocato Salvatore Piccione, attuale assessore della Giunta Garozzo, all’epoca dei fatti titolare della rubrica Mobilità:

“Quanto avvenuto stamattina testimonia che il lavoro svolto dall’Amministrazione a Siracusa da un anno a questa parte, in particolare per quanto riguarda il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, sta volgendo al positivo. A differenza di quanto pensano in molti, non si tratta di un fenomeno superficiale e tantomeno da sottovalutare, perché gli arresti effettuati dai carabinieri dimostrano che si tratta di persone ben organizzate, per intenderci non il semplice abusivo che ti chiede pochi euro per il parcheggio. Come hanno dimostrato le indagini, si tratta di soggetti già conosciuti dalle forze dell’ordine, persone pericolose che sono arrivate ad incendiare l’auto del Sindaco. Questo l’aspetto più eclatante della vicenda ma prima di ciò e anche dopo ci sono stati atti intimidatori, sia nei confronti del primo cittadino sia nei miei. Situazioni che, voglio ribadirlo ringraziando i carabinieri per la loro vicinanza, abbiamo superato serenamente solo grazie al loro interessamento e che confermano, se ce ne fosse bisogno la bontà dell’azione amministrativa. Proprio su questo punto mi preme ribadire che noi operiamo nel rispetto di leggi nazionali che purtroppo non sono efficaci. Ci chiedono di andare a fare la guerra con il coltellino svizzero, noi lo usiamo e a volte dall’esterno non si vede, dando così l’impressione di sottovalutare i problemi. Molti cittadini si aspettano, per la semplice attività di parcheggiatore abusivo, l’arresto dei soggetti segnalati ma è un provvedimento che la legge non prevede.

Questo per noi amministratori è un problema perché il semplice allontanamento non seguito da un arresto rende il provvedimento inefficace e crea scoramento non solo nei cittadini ma anche nelle forze dell’ordine, che dopo aver eseguito lo stesso provvedimento decine di volte si ritrovano gli stessi soggetti nuovamente al loro posto L’unica risposta a questo fenomeno è la modifica della normativa, perché una legge così è come un’arma spuntata che, da una parte, lascia sindaci ed amministratori privi dei mezzi necessari per risolvere definitivamente i problemi, dall’altre di espone agli attacchi di una stampa poco attenta e dei cosiddetti “leoni da tastiera” che sui social sono liberi di scrivere qualunque scorrettezza e/o inesattezze nei nostri confronti. Un fatto è certo, la legge va cambiata e gli arresti di oggi dimostrano che è così. Non possiamo aspettare che si verifichino atti così clamorosi per portare in carcere questi soggetti. Voglio ribadire infine che da parte dell’amministrazione non c’è mai stata preclusione nei confronti delle persone arrestate, anzi quando sono venute a cercarci, per chiedere aiuto dal punto di vista organizzativo, noi abbiamo risposto loro di formularci dei progetti che avremmo seriamente valutato ma questo non è successo.

Per questo motivo abbiamo agito di conseguenza, lavorando per smantellare un sistema d’illegalità che niente aveva a che vedere con il sacrosanto diritto di ogni cittadino di portare a casa il pane per la propria famiglia. Tanti padri di famiglia sono disoccupati ma non per questo vanno a delinquere. A questo punto, come amministratore e come uomo di legge, mi aspetto un’azione severa ma giusta da parte degli inquirenti e della magistratura. Ovviamente non ce l’ho con le persone in particolare ma auspico che sia fatta giustizia.”

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