MARSALA, NOVE ANNI DI CARCERE PER VIOLENZE E MALTRATTAMENTI
Nove anni di reclusione. È questa la condanna inflitta ieri dal Tribunale di Marsala al trentasettenne di Mazara del Vallo, accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale ai danni dell’ex compagna. Una sentenza che mette fine a un incubo durato quasi un decennio, tra il 2015 e il 2023.

Il quadro delineato dall’accusa, rappresentata dal pubblico ministero, è agghiacciante. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e descritto come animato da un’ossessiva gelosia, avrebbe sottoposto la donna a continue vessazioni fisiche e morali.
Tra gli episodi più drammatici citati negli atti, le violenze subite dalla vittima mentre era incinta: nel 2015 l’uomo l’avrebbe colpita con calci e schiaffi, convinto che la bambina non fosse sua. Dopo una breve interruzione, le violenze sono riprese con brutale regolarità fino all’ultimo episodio del 2023. In quell’occasione, nonostante la donna fosse nuovamente in stato di gravidanza, Lupo l’ha colpita con pugni al volto dopo il rifiuto della compagna di consumare un rapporto sessuale.
I giudici hanno accolto sostanzialmente l’impianto accusatorio, pur riducendo la pena rispetto ai tredici anni e mezzo richiesti dalla Procura. Una condanna pesante che chiude una vicenda segnata da anni di sofferenze, minacce di morte e soprusi tra le mura domestiche.




