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Marziano e Di Marco: “Noi contrari a togliere il vitalizio a Cuffaro”

«Il nostro è un “no” secco contro le norme che colpiscono una sola persona: togliere il vitalizio a Cuffaro non è competenza della Regione». All’indomani della bocciatura dell’emendamento presentato all’Assemblea regionale siciliana dal Movimento 5 Stelle, per cancellare il vitalizio dell’ex governatore siciliano, Totò Cuffaro, sono stati i deputati regionali Bruno Marziano, presidente della Terza commissione “Attività produttive” e Marika Cirone Di Marco, componente della Quarta commissione “Ambiente e Territorio” ad intervenire e chiarire il voto contrario al provvedimento. «Rivendichiamo – hanno dichiarato Marziano e Di Marco – la giustezza e la civiltà giuridica del nostro voto». Sia il Governo che l’intero parlamento regionale, tranne il Movimento 5 Stelle e qualche altro deputato, hanno votato contro l’emendamento.

«La Regione non ha alcun potere di intervento in materia – hanno continuato i due deputati del Partito Democratico – e il vitalizio è il frutto anche di versamenti personali. Oltretutto, proprio per queste ragioni, la legge nazionale non lo prevede per il deputato nazionale che commette quel reato, e noi abbiamo mantenuto l’adeguamento alla legge nazionale». Per Marziano e Di Marco l’emendamento presentato dai “grillini” è frutto della sconfitta elettorale. «Una reazione rabbiosa – hanno continuato Marziano e Di Marco – frutto di una sconfitta elettorale. Ci auguriamo che l’obiettivo non sia quello di alzare l’asticella proponendo norme irrealizzabili che poi verrebbero certamente impugnate e che hanno il solo scopo di essere demagogici spot elettorali. Nella nostra vita politica abbiamo combattuto Cuffaro e il “cuffarismo”, ma questo emendamento dal punto di vista giuridico è inapplicabile e dal punto di vista politico è odioso». Nella stessa seduta l’Assemblea regionale ha approvato un emendamento che riduce gli stipendi degli alti burocratici della Regione: un tetto agli stipendi per non andare oltre ad un certo limite. E Si sta predisponendo anche per gli alti burocratici dell’Ars. «Quindi non si può dire – hanno concluso i due deputati regionali – che non c’è l’attenzione verso la revisione della spesa e dei costi, essendo i primi ad esserci ridotti lo stipendio di parlamentari. Ma siamo contrari alle norme che colpiscono un solo uomo».

Tra coloro che hanno votato a favore dell’emendamento del Movimento cinque stelle, oltre ai grillini (tra cui il siracusano Stefano Zito) e al deputato Pd Ferrandelli, anche due parlamentari di Forza Italia, Edy Bandiera e Salvo Pogliese, Vincenzo Vinciullo di Ncd e Antonio Venturino del gruppo misto. Tra i contrari, invece, alcuni deputati del Partito democratico (Mario Alloro, Giuseppe Arancio, Marika Cirone, Giuseppe Lupo, Bruno Marziano, Antonella Milazzo e Giovanni Panepinto), i deputati di Articolo 4, del Megafono, dell’Udc, del Pds e poi Michele Cimino, Roberto Clemente, Vincenzo Figuccia, Vincenzo Fontana, Santi Formica, Pippo Gianni, Bernadette Grasso, Giuseppe Milazzo, Riccardo Savona e Giuseppe Picciolo.

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