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“Mia madre diffamata”: l’on. Zito sporge querela in Procura

il deputato all’Ars Stefano Zito, infatti, presenterà un esposto-querela presso la Procura della Repubblica di Siracusa, «affinché venga accertata la rilevanza penale delle affermazioni» fatte nei suoi confronti e nei confronti di sua madre.
«Ritegno opportuno contestare – dice Zito – quanto asserito dal consigliere Alberto Palestro e da quanti, tra i consiglieri comunali, hanno sottoscritto il comunicato. E ciò va fatto non tanto per alimentare le polemiche derivanti dal maldestro tentativo di spostare la questione dalla politica alla mia persona, coinvolgendo, altresì, i miei familiari, bensì per evidenziare la capziosità e l’inconsistenza delle affermazioni fatte».
«La Signora Maria Italia, mia madre, – continua Zito, è stata accusata di aver fatto una carriera ‘velocissima’, adombrando l’ipotesi che la mia influenza possa essere servita ‘nell’interesse di qualche stretto congiunto per far carriera e in maniera assolutamente illegittimà. A questo punto è doveroso – dice Zito – precisare che mia madre sin dal 1999 è dipendente dell’ufficio collocamento di Siracusa (oggi centro per l’impiego). Da allora non ha maturato alcuna ‘carriera supersonica’, né prima né dopo la mia elezione all’Ars (avvenuta il 28 ottobre 2012 con insediamento il 5 dicembre 2012).
Negli anni 2007, 2008 e 2009 è stata inquadrata come ‘istruttore direttivo’, categoria C6. Seguendo il normale avanzamento di carriera previsto dal contratto collettivo regionale di riferimento, dal 2010 ad oggi è inquadrata come istruttore direttivo, categoria C7.
Per quanto attiene la retribuzione, ha percepito: € 1658,31 (Gennaio 2012), cioè quasi un anno prima del mio insediamento ed € 1676,46 (Gennaio 2015), ultimo stipendio, cosa che fa emergere come la differenza con lo stesso mese del 2012 è di 18,15 euro».
«Per quanto attiene la sua partecipazione, nella qualità di Presidente, alle commissioni d’esame per i corsi di formazione professionale – continua Zito – preciso che la commissione cui fa riferimento il dottor Palestro deve sovrintendere alle prove teorico-pratiche dei suddetti corsi di formazione. Il presidente di commissione deve essere necessariamente un funzionario in servizio presso gli uffici centrali o periferici dell’Assessorato Regionale competente.
Ciò posto, si osserva che è frutto di mera disinformazione, l’affermazione che vieterebbe alla signora Maria Italia di ricoprire il ruolo di presidente di commissione, in quanto ‘appartenente alla categoria C con la qualifica di Istruttore, occupando un posto riservato ai funzionari che in quegli uffici ci sarebbero a iosa’. Infatti ad una precisa richiesta fatta dal competente assessorato nel 2004 all’ufficio legale della regione siciliana per sapere se fosse possibile nominare ‘un dipendente inquadrato…nella categoria C (istruttori) quale presidente della commissione cui è attribuito il compito di sovrintendere alle prove finali teorico-pratiche dei corsi di formazione professionale’ veniva risposto affermativamente, ‘atteso che…il nuovo ordinamento professionale…colloca in C i lavoratori che svolgono attività… che conducono a ritenere tale categoria di personale (istruttori e istruttori direttivi) corrispondente a quella di assistente amministrativo o tecnico prevista dal precedente ordinamento’».

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