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Monaco: “Per l’Inda un Cda di prestigio e rigore morale

Giusto Monaco ci ha lasciati vent’anni fa occupandosi e preoccupandosi fino al suo ultimo giorno di vita delle sorti dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, onorandone e celebrandone l’ottantesimo anniversario della sua fondazione con tre memorabili spettacoli.

Proprio il giorno prima di morire Giusto mise consapevolmente a frutto l’emozione che la sua morte avrebbe avuto presso chiunque avesse a cuore le sorti dell’INDA dettando a chi scrive questa nota un appello, semplice e determinato come era nel suo stile, indirizzato all’Assemblea regionale siciliana, con il quale invitava i parlamentari a fare una cosa onorevole e giusta per la loro terra e per l’INDA approvando la legge con cui finalmente si desse stabilità economica all’Istituto in forza del prestigio culturale e del grande ritorno economico che dalla sua attività derivava alla Sicilia e all’Italia.

L’appello di Giusto, l’ultimo suo atto d’amore per l’INDA e la sua terra, fu accolto e la legge fu approvata dopo pochi mesi. In questi venti anni tuttavia le attività dell’Istituto, divenuto nel frattempo Fondazione, sempre più lontano dal rigore scientifico, culturale, morale, organizzativo dei ventuno anni della gestione Monaco, sempre più simile ad uno dei tanti enti che offrono alla politica e ai questuanti allettanti opportunità clientelari, non hanno occupato soltanto le cronache culturali e teatrali tracimando, con preoccupante regolarità, in quelle giudiziarie.

In questi giorni in cui, tra un’inchiesta e l’altra, si compiono i cento anni dalla fondazione dell’Istituto, mi rivolgo alle Istituzioni (Regione Sicilia, Ministero dei Beni Culturali, Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica) cui compete la responsabilità di nominare i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione INDA, attualmente in regime commissariale, e ad essi chiedo di fare una cosa onorevole e giusta per la loro terra e per l’INDA, scegliendoli (i nuovi consiglieri) secondo i criteri della più assoluta, categorica, incontestabile competenza e indipendenza, avendo come esclusivo obiettivo quello di restituire all’Istituto il prestigio culturale, il rigore morale, la capacità organizzativa che gli furono propri e senza i quali viene meno ogni possibilità di incontro tra pensiero civile e arte del Teatro.

Iano Monaco

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