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Mostra del fotografo Armando Rotoletti “Noto, le pietre i volti”

Torna la grande fotografia in città grazie all’esposizione degli scatti del maestro Armando Rotoletti dedicati esclusivamente alla città di Noto, ai suoi edifici, alle donne ed agli uomini, al territorio, ma come non si sono mai visti. Sede della mostra “Noto, le pietre i volti” saranno i bassi di Palazzo Ducezio, l’inaugurazione avverrà domani, venerdì 5 agosto, alle ore 20 e l’esposizione, con ingresso gratuito e catalogo in mostra, resterà aperta sino al 4 settembre. Armando Rotoletti ne ha realizzato un libro presentato proprio a Noto lo scorso autunno e frutto del periodo in cui, immergendosi completamente nella vita della città, il maestro ha scattato scorci di luoghi e immortalato momenti quotidiani, impressi ormai per sempre e raccolti in un autentico scrigno che ci racconta Noto nel profondo. Siciliano di origine, nativo di Messina, è legato profondamente alla sua terra dove torna volentieri, nonostante la sua intensa attività professionale lo porti spesso anche all’estero. Armando Rotoletti ha studiato fotografia presso il St. Mary College e il London Polytechnic (ora University of Westimnster) a Londra. A Milano, negli anni ’80 si è dedicato al fotogiornalismo e tra il 1985 e il 1995 è stato protagonista di diverse mostre personali e collettive. Nel 1990, su invito di Grazia Neri, è entrato a far parte della sua agenzia, divenendo fotografo-ritrattista di personaggi della cultura, dello spettacolo e dell’economia. I suoi reportage sono stati pubblicati da molte riviste, tra cui i settimanali Sette e Io donna del Corriere della Sera, Vanity Fair, The Sunday Times. Da una decina d’anni si dedica inoltre a lavori di ampio respiro e di approfondimento sociale – come Casa della Carità, “I volti le storie”, (2005), dedicato alla fondazione di don Colmegna, o “Barbieri di Sicilia”, (2007), un viaggio tra le ultime botteghe di barbiere sull’isola –  e a paesaggi e volti dei distretti agroalimentari (Langhe, Food Valley): “Gente di Barbaresco”, (2013), è il primo risultato di questo impegno. Con Circoli di conversazione a Biancavilla, (2013), Rotoletti esplora la realtà antropologica di un paese alle pendici dell’Etna, dal destino incerto e in lotta perenne con la modernità. Un altro suo volume, “Valelapena” (2013) racconta storie di riscatto dal carcere di Alba, dove ai detenuti è consentito il lavoro nel vigneto  del penitenziario. “Scicli, città felice” (2014), è il racconto fotografico di una delle più affascinanti città barocche della Sicilia sudorientale. Nel 2015 ha pubblicato Vino e gente dell’Etna, che documenta lo straordinario territorio del vulcano e “Il volto dell’IO”, che raccoglie 50 ritratti di filosofi italiani realizzati nel corso dell’ultimo decennio. In “Noto, le pietre i volti” mette al centro del libro l’unicità e la bellezza della città, di cui, come detto, ha indagato tutti gli aspetti. “Per restituire una visione il più genuina possibile della città, ho frequentato la gente, le case, ne ho conosciuto le abitudini, i riti, fino a sentirmene quasi parte – racconta il maestro-. Insomma ho cercato prima di viverla, e poi di darne una rappresentazione vissuta, concreta, quotidiana: vera”. Nel libro molti testi di studiosi lo completano con approfondimenti in vari ambiti culturali. Domani, dunque, venerdì 5 agosto 2016, alle ore 20 inaugurazione della mostra fotografica nei Bassi di Palazzo Ducezio.
Emanuela Volcan

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