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Nomina presidente autorità portuale, Ternullo si appella al ministro Giovannini

Continuano le polemiche suscitate dall’ormai sempre più probabile nomina del nuovo presidente dell’autorità di sistema portuale di Augusta e Catania. Una nomina avallata dal vice ministro ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, che ha fatto storcere il naso alla parlamentare di Forza Italia Stefania Prestigiacomo. “Le ragioni del porto di sistema rischiano di essere penalizzate da logiche che nulla hanno a che vedere con le esigenze di sviluppo e di virtuosa gestione della portualità siciliana”, ha tuonato Prestigiacomo, accusando Cancelleri di avere fatto tutto in solitudine senza coinvolgere gli altri gruppo politici.

Il nome che si fa sempre più con insistenza per la guida dell’autorità di sistema portuale è quello di Francesco Di Sarcina, attuale segretario generale dell’autorità portuale del mar Ligure. Nominativo individuato dal ministro Giovannini sulla scorta di una condivisione fra tutte le rappresentanze politiche del territorio.

Mentre il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè demanda al governatore Musumeci il compito di opporsi a questa nomina per favorire una scelta condivisa sul territorio, sulla questione è intervenuta oggi la parlamentare forzista Daniela Ternullo: “La presidenza dell’Autorità di sistema della Sicilia sud orientale è da troppo tempo commissariata. Ecco perché faccio appello al ministro Giovannini affinché ascolti il territorio. Serve una decisione definitiva ma condivisa, con chi magari il territorio lo calpesta e frequenta quotidianamente piuttosto che per sentito dire”.

Rispetto alle parole del vice ministro Cancelleri, che asserisce che tutti i gruppi parlamentari sarebbero stati coinvolti nella scelta del nome, Ternullo ribadisce che Forza Italia sia stata esclusa: “Il partito e i suoi parlamentari nazionali sono stati completamente ignorati, con buona pace di Cancelleri che predica bene ma razzola male. A questo punto farebbe meglio a rimediare allo sbaglio e rettificare quanto asserito. Da siciliano dovrebbe avere un moto d’orgoglio e ammettere l’errore. Auspico pertanto che il presidente Musumeci non accetti tale imposizione e si schieri pubblicamente in difesa di una maggiore condivisione”.

Anche l’amministrazione comunale di Melilli si aggiunge al coro del dissenso, sostenendo che la nomina del nuovo presidente “E’ una scelta di carattere autoreferenziale, dettata secondo i criteri di mera appartenenza politica e non condivisa, sia un errore che il nostro territorio non può e non deve permettersi di fare. Si proceda dunque alla nomina del presidente non prima di una consultazione politica quanto più ampia possibile che converga verso un obiettivo condiviso”

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