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Peppe Patti

Non diffamò Di Gresy: archiviata la posizione di Patti

Non c’era alcun contenuto diffamatorio nelle dichiarazioni rilasciate da Peppe Patti in merito alla vicenda del progetto di edificazione alla Pillirina da parte della società Elemata Maddalena. Lo ha stabilito il Gip del tribunale, Francesco Alligo, che, accogliendo una specifica richiesta da parte del pubblico ministero Donata Costa, ha archiviato il procedimento penale, avviato su querela presentata da Emanuele Di Gresy. La vicenda giudiziaria risale al 2017 quando il proprietario della società Elemata Maddalena raccoglie una serie di mie dichiarazioni rese alla stampa o affidate ai social network da Patti – all’epoca dei fatti consulente del Comune per le varianti del Prg – sui suoi investimenti sulla penisola del Plemmirio. “L’accoglimento della richiesta di archiviazione da parte del Gip – dice Patti, che ha affidato la sua difesa all’avvocato Gianbattista Rizza – e, soprattutto, le indagini portate avanti dalla Procura, dimostrano quanto siano fondate le perplessità che mi hanno spinto a ritenere poco serie le attività imprenditoriali di Di Gresy. È stato accertato che la società è in concordato preventivo per evitare il fallimento, e che le quote societarie sono detenute da una società olandese. Insomma, consumando anche questa vittoria giudiziaria, è sempre più chiaro che non si può sacrificare il patrimonio ambientale e paesaggistico sull’altare del profitto”.

“È una vittoria di tutti gli attivisti – continua Patti – e di tutti i giovani che hanno creduto e che continuano a battersi per la realizzazione della Riserva Terrestre del Plemmirio, che hanno sopportato attacchi personali per cercare di farli desistere dal raggiungimento dell’obiettivo. Il passo successivo sarà chiedere a gran voce al nuovo governo regionale di concludere l’iter di istituzione della Riserva e di regolamentare la legge regionale per l’istituzione delle riserve in futuro”.

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