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Noto, ambizioso progetto per fare rinascere l’antico borgo di San Paolo ( foto)

“C’era una volta …”. Iniziano tutte così le belle favole, quelle dal fascino inalterato dalla fuliggine che il tempo deposita, quelle capaci di far viaggiare mente e cuore in posti lontani, quelle che ad un certo punto vanno nuovamente raccontate, perché qualcuno ha deciso di togliere la polvere. Di favole e storie, miti e leggende il territorio di Noto è pieno ma oggi ne presentiamo una in particolare e per farlo ci tocca saltare in macchina per addentrarci nella campagna netina; tra carrubi ed agrumi vediamo ad un certo punto svettare una vecchia ciminiera in mattoni rossi ed inizia la narrazione. “Siamo nella antica distilleria di San Paolo della Croce, edificata a cavallo tra il XIX e il XX secolo nel borgo rurale di San Paolo, piccolissimo centro abitato costruito alla fine del 1800, tra Noto e Rosolini”. Distillati? La cosa ci sembra interessante e la struttura inizia ad assumere davanti ai nostri occhi quella storia polverosa di un passato non troppo lontano. “La distilleria nasce a seguito della istituzione della “Regia Cantina Sperimentale di Noto” nel 1889, con lo scopo di diffondere e migliorare le tecniche di coltivazione della vite, e delle conoscenze enologiche necessarie a far progredire i processi di vinificazione. Distillati ed anche liquori, seguendo antiche ricette, sono il frutto di pazienti ed appassionate ricerche”. Adesso vorremmo proprio viaggiare nel tempo per poterne percepire i profumi che sicuramente da quelle mura si sprigionavano, per poter osservare in religioso silenzio l’alacre via vai dei lavoratori, e la costante ricerca ai miglioramenti ed ai perfezionamenti di prodotti sempre più sofisticati. Questo era uno degli obiettivi del “Reale Istituto di incoraggiamento”, e cioè introdurre nuove tecniche, nuove colture, e produzioni più razionali, che all’epoca ebbe non poche resistenze sia dagli agricoltori che dai proprietari terrieri, restii a pericolosi mutamenti che ne potessero minacciare l’establishment. Ma l’intervento di Regi Decreti (1866 istituzione dei comizi agrari e 1900 con le cattedre ambulanti), la costruzione del tratto ferroviario e della stazione di Casale San Paolo diedero una spinta propulsiva alla distilleria, in attività sino al 1975. Oggi quello stesso impetuoso desiderio che scorre come un fiume in piena anima e guida i passi di chi ci ha condotti in questi luoghi: il proprietario Andrea Insenga Azzaro, il progettista Salvatore Guarino, il Direttore Artistico Samuele Mazza. “La rinascita dalle ceneri, la fenice che si trasforma da cultura contadina/industriale a industriale/turistica. Così come nel precedente millennio aveva fatto tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, tra l’antico e il nuovo mondo, tra il feudalesimo e la piccola proprietà contadina, oggi la fenice cambia veste, rinasce e con essa il borgo contadino di San Paolo”. Un importante progetto che si fonda in primis sul rispetto dei luoghi, in cui i concetti di eco compatibilità ed eco sostenibilità, in cui tutela dell’ambiente, attraverso un razionale utilizzo delle risorse, salvaguardia della vegetazione presente, ed il miglioramento dell’habitat naturale sono alla base. Sogno, idea, progetto, che ha incassato il plauso del sindaco di Noto Corrado Bonfanti, che del territorio è il primo custode: “L’idea del recupero dei vecchi caseggiati del borgo di San Paolo, in grado di raccontare un secolo di storia sociale e industriale di quel luogo, mi affascina moltissimo. Penso che questo intervento sia anche il frutto di una nuova sensibilità nel recupero degli spazi e una ipotesi imprenditoriale che oggi può registrare un sicuro successo”. L’idea di una ricettività che metta al centro storia, luoghi e paesaggio presuppone conoscenza, attenzione ed altissima professionalità, per un risultato che si prevede già importante. Il borgo rurale di San Paolo, dunque, rinascerà, nelle vesti di un lussuoso Resort Wellness & Spa, composto da 10 appartamenti, un albergo, un area multifunzionale, un ristorante e un centro benessere di ultima generazione con oltre 1400 metri quadrati di struttura dedicata. Il tutto circondato da un’ ampia area esterna che si affaccia sul fiume Tellaro.Perché ogni tanto le favole diventano realtà.Emanuela Volcan

Un commento

  1. Giustissimo richiama la Cantina Sperimentale di Noto, però sappiate che è in totale abbandono, data in mano a uno sconosciuto che vi soggiorna. E non chiamatelo resort, è una offesa al luogo.

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