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Noto, dibattito infuocato in consiglio

Occorrerebbero in realtà tre articoli distinti e separati per rendere conto ai cittadini di quanto avvenuto ieri sera inconsiglio comunale. Poi in realtà a ben guardare almeno due degli aspetti salienti, le ultime vicende a tema giudiziario e la profonda confusione in seno al Pd tra comunicati provinciali, prese di posizione cittadine e presenza al Governo della Città, sono in qualche modo correlate. Pertanto nell’anticipare che la Consigliera Pd dell’Area Dem Paola Terranova ha lasciato ufficialmente la maggioranza e si è dichiarata indipendente, e che i quattro punti all’ordine del giorno sono stati tutti approvati (approfondiremo in calce), proviamo a riavvolgere il nastro e ad andare con ordine. Con il primo punto, lettura ed approvazione dei verbali delle precedenti sedute, votato all’unanimità dai presenti, fatta eccezione per i tre componenti della coalizione Noto Bene Comune ( Ferrero, Pintaldi e Rosa) relativamente al punto 7, e l’astensione della Terranova, si apre la seduta. A chiedere per primo la parola il Consigliere Pintaldi che rivolgendosi direttamente al governo della Città, vuol sapere se c’è qualcosa da dichiarare in Consiglio in merito alla vicenda del bonifico per la campagna elettorale di Bonfanti, e ricevuto sul conto di un dipendente comunale, e sull’arresto del deputato regionale Giuseppe Gennuso. La risposta arriva direttamente dal Sindaco il quale afferma di aver già detto tutto in conferenza stampa, relativamente ai fatti legati al bonifico; sulla vicenda Gennuso invece ci tiene a precisare, così come già fatto su un organo di stampa, che alle elezioni regionali (competizione a cui si riferirebbe la presunta compravendita di voti) lui appoggiava Bruno Marziano. E poi passa al contrattacco: “Qui c’è un tentativo di qualcuno a vendersi la città, di denigrarla agli occhi di tutti. Risponda alla mia domanda adesso: quali e come sono arrivati i soldi al vostro candidato Sindaco?”. Risposta di Pintaldi: “Io non ero candidato a Sindaco; può benissimo rispondere il candidato che tante volte ha chiesto di confrontarsi con lei, che invece si è sempre rifiutato. Sindaco rimandi il mandato ai cittadini”. Rivolgendosi anche al pubblico che nel frattempo è diventato numeroso ed anche un po’ rumoroso; spesso e sovente, infatti, la Presidente ha dovuto richiamare all’ordine i presenti. A questo punto aperta la discussione sulle ultime vicende cittadine e non, interviene la consigliera Paola Terranova, che, lo ricordiamo, quando esplose la vicenda Cultrera sulle presunte firme false apposte sulla lista del suo movimento per la presentazione della stessa alle Amministrative 2016, si era già dimessa da Capogruppo del Pd, partito, però, in cui è sempre rimasta. “Sono un avvocato e pertanto non entro nel merito delle vicende giudiziarie poiché il nostro ordinamento ci impone un atteggiamento garantista. Ma in questa sede io faccio politica e la politica deve garantire credibilità, serietà, valori da qualche tempo a questa parte messi in dubbio. E’ necessario che l’Amministrazione dia un segnale forte alla città; e di questo segnale sono rimasta in attesa come di una presa di posizione chiara del mio partito. Il Pd è assente, io non mi sento più rappresentata e se non fosse per il rispetto che ho nei confronti dei miei elettori lo avrei già abbandonato. Mi dissocio dal silenzio del mio partito e prendo da stasera le distanza da questa maggioranza, dichiarandomi indipendente”. Poi alzandosi pone nelle mani della Presidente la dichiarazione scritta, letta in aula dalla stessa Pennavaria. In realtà proprio nelle ultime ore si erano registrate due posizioni quella del Pd provinciale che condanna, politicamente, la vicenda Gennuso plaudendo a quei Comuni (Rosolini e Pachino) che da sempre ne hanno osteggiato la presenza e dimenticando, forse, di citare il Comune di Noto dove, invece, è alleato, non della prima ora, del Sindaco Bonfanti. A questo comunicato ufficiale parallelamente si leggeva sui social la posizione del Pd cittadino, attraverso le parole del Segretario Emanuele Della Luna, riportato in aula dal consigliere Pietro Rosa come contributo ad un dibattito che dovrebbe essere riportato sui binari dell’opportunità politica ma anche del rispetto di alleanze, che non possono essere usate a convenienza. “Il Segretario scrive – cita testualmente Rosa- “che Gennuso fosse un personaggio diciamo così controverso (chiaro eufemismo) sicuramente non lo scopriamo oggi solo perché è intervenuta la Magistratura”. Dunque mi chiedo: ma voi del Pd con chi avete viaggiato in questi anni? Io non posso accettare che i propri alleati vengano rinnegati, questo è solo un obbrobrio politico”. Ma è solo un assaggio di quanto avverrà di li a breve, poiché sulla dichiarazione della Terranova prende parola il Sindaco che ne sottolinea la posizione singola e non in rappresentanza dell’intero partito, e che comunque se volesse, più avanti, a vicende giudiziarie chiarite, tornare sui propri passi sarà ben accolta; a cui inevitabile arriva il nuovo intervento della consigliera: “Io rappresento un’area ma sono nel Pd”. E dal pubblico il Segretario Della Luna urla “lei non rappresenta nulla”, s’innesca un alterco tra i due con la consigliera che risponde a tono: “E’ lei che non rappresenta nulla, io sono stata eletta”. La parentesi Terranova, però non finisce qui, perché si registra, ad un certo punto della seduta, anche l’intervento del consigliere Cultrera, che certo non le manda a dire: “Sono sicuramente dispiaciuto per la decisione della collega ma il suo intervento non lo vedo pertinente a questo consiglio. Questi sono problemi suoi all’interno del suo partito. Noi abbiamo un rapporto con il Pd, la nostra alleanza è ben salda, e delle sue esternazioni non ce ne frega niente. Invece anche se il Sindaco si è detto disponibile ad un futuro rientro io le dico che questa è una decisione che prenderà esclusivamente la maggioranza”. Risposta del Sindaco: “Ribadisco quanto le ho detto, consigliera Terranova; e lo decido io”. Per chiudere questa vicenda le parole del consigliere Salvatore Valvo, Pd: “Mi dispiace quanto accaduto, e debbo contraddire la collega Terranova, perché il nostro Segretario è stato eletto democraticamente ad ampia maggioranza di voti, e pertanto rappresenta tutto il Pd. Sulle alleanze e le opportunità, sollevate in questa aula, voglio ribadire che il mio garante è sempre stato il Sindaco Corrado Bonfanti, un Sindaco che tutta l’Italia ci invidia, che ha rivoltato questa città come un calzino. Questo è solo buttare fango sulla città”. E tornando proprio alle ultime vicende, facciamo un passo indietro sui lavori consiliari per cercare di testimoniarvi al meglio il botta e risposta tra Bonfanti e Rosa. Quest’ultimo, presa la parola, ha argomentato i suoi quesiti in quattro punti fondamentali che partono dalla conferenza stampa attraverso cui, secondo Rosa, proprio nulla è stato chiarito, essendosi rivelato un monologo senza possibilità di fare delle domande. “Partendo dal presupposto che non definiremo il bonifico illecito, ma soltanto un bonifico finito laddove non doveva finire, le chiedo: almeno è tornato utile alla sua campagna elettorale o è tornato utile solo al suo collaboratore? Seconda domanda: avendo affermato di aver saputo solo molto tempo dopo dell’esistenza di questo bonifico non ha pensato all’opportunità di restituire questi soldi?”. Ovviamente riferendosi alla fonte di questo contributo ovvero un’azienda che più volte ha avuto l’opportunità di lavorare con il Comune di Noto, essendosi aggiudicata delle gare d’appalto. E il consigliere Rosa prosegue: “Lei chiede agli altri candidati a Sindaco se avessero rendicontato le spese della campagna elettorale, pur sapendo che la Regione Sicilia, regione a Statuto Autonomo, non ha recepito la legge nazionale e dunque non esiste obbligo. Infine sulla vicenda Gennuso lei parla di fatti gravi da accertare, però, e che nell’ultima competizione regionale eravate avversari; ma ciò che mi risulta stano è negare la vostra coalizione; e mi aspetterei anche un intervento del collega Amoddio”. Una serie di riflessioni e quesiti a cui il Sindaco ha risposto: “Il dipendente ha chiarito e riferito nel dettaglio come è stata impiegata la somma, ma a tal proposito ci siamo chiesti come mai i movimenti di un conto corrente siano stati oggetto di ricerca da parte di un dipendente della banca in questione, e vi dico anche che la stessa banca sta operando un’indagine interna. Inoltre ho ribadito di aver appreso di questa somma di denaro versata per la mia campagna elettorale solo da qualche mese, se lo avessi saputo in tempo reale avrei impedito perché non opportuno. Io pur essendo a conoscenza della normativa vigente in Sicilia ho sentito la necessità di rendere noti i movimenti di denaro perché moralmente ed eticamente giusto, dal mio punto di vista. Sull’ultima questione mi sono già espresso ed in ogni caso vorrei invece dire che mi stupisce come certe testate, fino ad oggi sconosciute, sappiano tanti particolari, come se avessero quasi delle fonti interne alla città ma non tengono conto della portata di alcune alleanze. Io comunque sarei stato sopra il vostro candidato”. Poi entra nello specifico delle richieste piovutegli da ogni parte sull’opportunità di un cambio all’interno della Giunta, e di provvedimenti per il dipendente comunale. “Io non solo ho rispetto delle persone, ma nel momento della bagarre ho soprattutto rispetto per la mia città. Siamo in attesa di vivere eventi molto importanti (Assemblea Nazionale delle città del vino, Infiorata, etc) per cui mi riservo di prendere delle decisioni. soprattutto quando il quadro sarà più chiaro. Io difendo i miei Assessori che non hanno mai dato adito a nulla, e che si impegnano e lavorano per questa città quotidianamente. Chiedere le loro dimissioni cosa sarebbe dire? Coinvolgerli. Non getto in pasto alla gogna mediatica nessuno”. Ed un ultima replica arriva dal consigliere Rosa: “Se lei afferma tra le righe che i giornalisti possano essere informati artatamente, allora anche noi non siamo nati ieri e ci sembra quanto meno improbabile che il suo collaboratore non le abbia detto del bonifico. Qui stiamo prendendo atto dei fatti”. Alla fine di questo lungo prologo si passa poi ai punti all’ordine del giorno. Il secondo si riferiva al Piano di miglioramento efficienza servizi Polizia Municipale anno 2018. Presentato dall’Assessore Quartararo che ha evidenziato come il Piano passato dalla Commissione ha avuto l’approvazione all’unanimità con la segnalazione, recepita, da parte del Consigliere Pietro Rosa sull’opportunità di dotare i vigili urbani dei sistemi per l’alcol test. Il punto passa ai voti e viene approvato all’unanimità dei presenti, 11 si. Terzo punto: approvazione del Programma triennale delle opere pubbliche anno 2018-2020 e questa volta ad introdurre il punto è stato il Sindaco che ha voluto soprattutto focalizzare l’attenzione su due notizie: la ristrutturazione dell’ex latteria grazie al finanziamento di un milione di euro, e quella dell’ex Convento Fatebenefratelli di via Nicotera, per il quale però va votato un emendamento relativo alla messa in sicurezza. Interviene anche il vice sindaco ed assessore Corrado Frasca che annuncia i lavori di ripavimentazione delle strade. L’emendamento incassa 10 si e le astensioni di Pintaldi e Rosa, stesso epilogo per l’intero atto, dunque approvato. Quarto ed ultimo punto: piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per il triennio 2018-2020. Anche in questo caso è il Sindaco Bonfanti a prendere la parola: “Anche in questo caso l’atto è propedeutico al Bilancio di previsione. Ma da tempo è noto che della scuola Littara, riconosciuto bene da tutelare, si vuol fare un albergo a 5 stelle. Nelle prossime settimane il bando sarà pronto, si vende per la cifra di 7 milioni di euro. Che significherebbe una somma importante per le casse comunali e lavoro e sviluppo”. Chiede di intervenire il consigliere Rizza riportando alcune riflessioni di carattere tecnico e pratico: “La Sovrintendenza ha messo delle postille, e non vorrei che il possibile acquirente venisse scoraggiato da esse. Sarebbe il caso che il Comune comunque facesse degli interventi per non vederlo svalutato o addirittura non appetibile. Propongo al Presidente della mia Commissione di fare presto un sopralluogo”. Risposta del Sindaco: “Apprezzo la segnalazione e posso assicurare che non un euro verrà tolto dal suo valore stimato. Ribadisco che a parte il prospetto esterno non ci sono vincoli agli interventi che l’acquirente vorrà fare all’interno”. Voto:10 si ed un astenuto, Rosa.

Emanuela Volcan

 

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