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Noto, disservizi e problemi aumentano al “Trigona” in attesa della Commissione

Ha caratterizzato il dibattito politico, e non solo, cittadino in questa calda estate 2018, ma in realtà la “questione”Ospedale, lungi dall’essere risolta, è dilatata in oltre un lustro a discapito dei servizi essenziali che un Paese civile dovrebbe fornire ai propri utenti. Come noto, infatti, la famigerata rifunzionalizzazione della Sanità in Sicilia, principalmente riferita alla rete ospedaliera, ha visto l’unione delTrigonae del Di Maria. Obiettivo: far diventare il primo un “post acuti” ( con geriatria, lungodegenza e riabilitazione) e il secondo per “acuti”; in spregio, occorre dirlo, degli ingenti finanziamenti di cui era stato fatto oggetto il Trigona, più grande, nella struttura, più attrezzato, nei reparti, nelle sale operatorie ed anche nelle aree a parcheggio. In questi anni di riunioni, accordi, cambi ai vertici politici nulla però è stato fatto per fermare ciò che poi alla fine sta avvenendo nei fatti, ovvero la continua e costante depauperazione dei reparti, adesso quasi tutti ad Avola, senza, però, che il progetto di “post acuzie” prenda realmente corpo. Non fosse altro per dare un senso ad un ospedale unico, ma che nella realtà è unico solo ad Avola. E ci spieghiamo meglio riportando uno dei tanti fatti che stanno accadendo in questi mesi e che qualcuno sta provando a denunciare perché si possa, in maniera definitiva, mettere un punto fermo sull’intera vicenda, non più prorogabile visto che parliamo dell’assistenza, ed in alcuni casi, di quel sottile filo tra la vita e la morte di un essere umano. Qualche giorno fa a seguito di una caduta accidentale una signora ha fatto ricorso alle cure del Pronto Soccorso del nosocomio di Noto; i medici hanno ritenuto opportuno fare la radiografia, presente nella struttura con il tecnico di turno, ma il referto doveva essere mandato, per via telematica, ad Avola, unico presidio in cui è prevista, nei giorni festivi, la reperibilità del radiologo. Tempo stimato per avere il referto: 45 minuti. La signora così viene dimessa e le viene chiesto di tornare, ma al suo secondo viaggio in ospedale la brutta sorpresa, il referto non è arrivato e la rimandano al giorno successivo. Ma anche l’indomani questo referto non arriverà. La paziente in questione decide così di rivolgersi al Riferimento Civico della Salute Asp 8, Vittorio Bartolomeo Padua che si è rivolto al Responsabile Urp Distretto di Noto per la “segnalazione su criticità in ordine a disfunzioni tecnico organizzative”. E’ abbastanza palese che proseguendo così le cose, una sorta di limbo in cui si vivacchia e ci si affida alla buona stella, non si rende per nulla un servizio alla Comunità, che non è solo quella di Noto. Ed è questo uno di quei punti che una vera volontà politica avrebbe dovuto cavalcare nel momento in cui si decideva che l’ago della bilancia dovesse pendere per Avola. Il bacino di utenza dell’Ospedale unico Noto-Avola comprende i centri dell’estremità meridionale orientale dell’Isola, compresi quelli collinari, che inequivocabilmente sono più vicini a Noto. In ogni caso la riflessione che si fa è la seguente: può esistere un Pronto Soccorso senza che abbia il minimo dei servizi per la primissima assistenza? La risposta sarebbe automaticamente no; e allora ne facciamo un’altra: può una città come Noto, punto di congiunzione di un territorio vastissimo, già solo il proprio comunale, e che per sei mesi l’anno raddoppia la sua popolazione restare senza servizi sanitari essenziali, e ribadiamo essenziali? La politica ha già risposto a questa domanda anche se c’è qualcuno che ancora non vuole abbandonare ogni speranza. Nel corso dell’ultimoConsiglio Comunale, infatti, è stata creata una Commissione speciale, composta dai consiglieriSalvatore Valvo,Pietro Rosa eArturo Rizza, che dovrà in un tempo massimo studiare la problematica ed avanzare eventuali proposte e suggerimenti come la stessa utenza, ed anche il personale, richiedono da tempo. Proprio sul lavoro della Commissione lo stesso Padua ha di recente inviato una missiva alla stessa, al Presidente del Consiglio Comunale di Noto, ai Sindaci di Noto, Avola, Pachino, Rosolini e Portopalo, alla Direzione Generale dell’Asp 8 di Siracusa, all’Assessorato Regionale alla Salute. L’occasione è stata suggerita dalla necessità di formulare opportune riflessioni: “Nella fattispecie si ribadisce ancora una volta che la Rete Ospedaliera ha definito l’ospedale di Avola quale Agenzia di cura per i cosiddetti “Acuti” mentre quello di Noto è destinato alla cura dei cosiddetti “post- acuti”. A Noto inoltre è stato previsto il Presidio Territoriale di Assistenza. Alla luce di una equa distribuzione delle risorse funzionali e sanitarie (peraltro indicate anche dal Decreto Balduzzi ), appare soddisfacente il processo di razionalizzazione nel suo complesso. Non va dimenticato infatti che il nuovo modello sanitario rafforza il concetto di: Integrazione territorio/Ospedale, cure primarie e rete specialistica ambulatoriale ( P.T.A. ) di guisa da potere offrire al cittadino utente servizi più efficienti e più rispondenti alle sue necessità di cura. Non si comprendono pertanto presunti contrasti e/o censure avverso il provvedimento del Governo Regionale”. E prosegue Padua: “Forse che la medicina riabilitativa (riabilitazione di pazienti post ischemizzati, post – traumatizzati , post – infartuati) è Struttura operativa meno importante rispetto a quella chirurgica/ortopedica che dovrebbe essere allocata presso l’ospedale di Avola? Forse la “Lungo-degenza” non ha una funzione propedeutica per la cura di pazienti dimessi dai reparti per “acuti” e che hanno bisogno di un ulteriore periodo di osservazione clinica? ( penso ad esempio a pazienti fragili, anziani con difficoltà alla deambulazione, ecc. )? Forse che il Presidio Territoriale di Assistenza ed una rete specialistica ambulatoriale ben governata e dotata di strumentazione diagnostica non può soddisfare al meglio la domanda di assistenza in termini anche di prevenzione e cura di malattie non ospedalizzanti? Basterebbe leggere le “ Linee guida sulla riorganizzazione dell’attività territoriale ( PTA – CURE primarie  – Gestione integrata – Day Service territoriale di cui all’art. 12 cc 8 della L.R. 5/2009 di riordino del SSR redatto  a cura del Dipartimento per la pianificazione strategica in data marzo 2010 )”. E chiude: “Ad avviso dello scrivente bisognerebbe monitorare, approfondire, interpretare i bisogni dei cittadini cercando di rendere attuale i processi culturali e legislativi adottati dai Governi Regionali. Chiedere, come richiesto dal consigliere Rosa in qualità di componente della Commissione Speciale Consiliare del Comune di Noto, atti, verbali e quant’altro redatti dal Comune di Noto a partire dal lontano 2009 mi sembra soltanto una azione poco chiara e con non richiama affatto la  tutela della salute pubblica”. Firmato Vittorio Bartolomeo Padua.

Emanuela Volcan

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