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Noto, il festival delle tante polemiche

Annunciato nel corso della conferenza stampa di presentazione di Effetto Noto 2015, “Giacinto Festival – nature LGBT ( lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) in progamma nel prossimo fine settimana, non ha mancato di accendere il dibattito in città tra favorevoli e contrari. Inutile dire che sull’argomento ognuno ha la propria opinione, ed ha diritto di averla in qualsiasi caso, ma ci sono delle posizioni ufficiali che, in quanto tali, meritano pari dignità. Nel momento in cui l’ideatore e direttore artistico dell’evento, Luigi Tabita, ha presentato a Sala degli Specchi l’iniziativa l’ha posta come occasione di approfondimento. Mostra fotografica, conferenza, reading, flashmob, proiezioni ed interviste che permetteranno un “incontro” sebbene in alcuni frangenti abbastanza provocatorio. Visto da qui ecco il comunicato diramato dai Giovani Democratici di Noto che scrivono: “Aderiamo con orgoglio al festival Giacinto delle culture Lgbt. Negli scorsi anni i GD si sono dimostrati attenti all’argomento, promuovendo, nel 2014, una tavola rotonda dal titolo “Coppia sostantivo plurale” che trovò poi sbocco nella creazione a livello comunale del registro delle unioni civili. Quest’anno, invece, non è mancata, sempre da parte dei GD, una nota di critica e di preoccupazione per un altro evento svoltosi nella nostra città, di segno toltamente opposto, che vide come protagonita l’avvocato Gianfranco Amato dell’Associazione Giuristi per la Vita sul tema del Gender. Uscendo dal provincialismo e senza pregiudizi e tabù, è sempre utile e indispensabile il confronto tra diversità ed identità, un dialogo sempre aperto e sempre all’insegna dell’accoglienza e del rispetto e della valorizzazione della dignità umana. La nostra città, le sue bellezze, la sua cultura, sono diventati meta di una sempre più cospicua comunitá gay. Questo non deve fare pensare alla ghettizzazione o, addirittura, alla auto-discrimazione come alcuni sostengono, bensì va visto come l’esito di una progressiva apertura al l’internazionalizzazione degli eventi che si svolgono a Noto, di una fama a livello extra-locale che la città sta assumendo e di un atteggiamento di istituzioni e popolazione evidentemente aperto e pluralista. Tutto questo è un patrimonio umano e culturale da preservare e curare, e di cui andare fieri. Per questo i GD di Noto hanno deciso di aderire ufficialmente alla manifestazione e di mettersi a disposizione per l’organizzazione e la gestione dell’evento, perchè riteniamo che le tematiche meritino tutto il nostro appoggio e disponibilità, perché questa iniziativa si inserisce all’interno di un percorso che vide tra i suoi iniziatori proprio i GD, perché vogliamo vivere la politica come servizio per ciò che è giusto e rappresenta il bene per tutti”.
E sin qui i Giovani Democratici che nella loro disamina, però, mostrano una certa intolleranza verso chi promuove approfondimenti di tipo opposto. Quell’opposto in cui troviamo anche Forza Nuova che annuncia una forte presa di posizione contro questa due giorni netina: “A prescindere dal diritto di manifestare – scrivono in un comunicato- l’ossessiva ostentazione delle proprie tendenze sessuali, asse portante della cosiddetta ‘cultura gay’, è denigrante per gli stessi gay. Anche molti omosessuali, infatti, rifiutano sia le parate carnascialesche che l’aggressione alla famiglia naturale dell’ideologia gender, che prevede anche la propaganda omosessualista fin dalle scuole primarie, indottrinamento che con “La buona scuola” di Renzi è già legge. Le lobby gay parlano solo di lotta ad una presunta discriminazione, ma non hanno mai esposto con chiarezza certe verità, giungendo al punto di negare la stessa esistenza della folle teoria gender che nega il valore stesso del sesso biologico”. Opinioni a cui si aggiungono le parole del coordinatore provinciale di FN, Pietro Paolo Messina: “Con il varo delle leggi su diritti e unioni gay, inoltre, (Ddl Scalfarotto, Fedeli, Cirinnà) diverrà reato avere un’opinione differente sul tema e sarà istituito un vero e proprio psico-reato di orwelliana memoria, atto a punire penalmente ogni manifestazione di dissenso, in barba alle più elementari libertà costituzionali”.
Ed a lui si aggiunge proprio da Noto il consigliere comunale del Movimento Giovanni Ferrero: “Ci impegneremo, nei giorni antecedenti al festival, in una campagna diretta alla divulgazione della giusta controinformazione. I cittadini sono spesso ignari dei reali obiettivi che certi eventi si prefiggono, ma la grande manifestazione romana di piazza San Giovanni ha confermato che gli italiani non vogliono il gender a scuola né le cosiddette “nozze” tra persone dello stesso sesso né, tanto meno, che si spenda denaro pubblico per i capricci di pochi. La nostra è una battaglia di civiltà e di buon senso – conclude Ferrero – FN farà la sua parte, ma sta già lavorando per coinvolgere famiglie e associazioni per allargare il fronte del dissenso. Noto deve concentrarsi sulla propria vocazione turistica, rivolgersi alle famiglie e ai giovani, non vogliamo che diventi la capitale di un turismo indirizzato a chi intenda ostentare spudoratamente i propri gusti sessuali”. Saranno sicuramente due giorni molto lunghi in cui si spera non venga calpestata la possibilità di esprimersi in un caso e nell’altro, in nome di una finta libertà.
Emanuela Volcan

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