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L’assessore Cettina Raudino.

Noto, il Pd perde pezzi: via la vice sindaco Raudino 

Si continua ad accorciare la distanza dalle Amministrative 2016 e la campagna elettorale inizia a mostrare le prime sorprese, tra spaccature ed “uscite di scena”. Quella appena trascorsa è stata una settimana che ha mostrato, per la prima volta, tutto quanto si diceva dei problemi interni al Pd, sussurrati, ventilati e venuti fuori la prima volta con le dimissioni dal gruppo consiliare di Aldo Tiralongo. La punta di un iceberg rivelatosi invece devastante per le ripercussioni che si stanno registrando in città  nelle ultime ore, in primis, senz’altro le dimissioni della vice Sindaco Cettina Raudino, che verranno formalizzate proprio stamane. Logica conseguenza al fatto che essendo stata, nel settembre 2015, riconfermata nel suo ruolo ma come Assessore del Pd ( sino a quel momento aveva avuto una nomina da tecnico, n.d.r. ), in seguito all’ultimo incontro non ha condiviso più il percorso del partito. A spiegare questo primo terremoto è un lungo ed articolato comunicato redatto dai “Cittadini per Cettina Raudino Sindaca” che di seguito riportiamo: “Noi cittadini,  tra cui molti elettori del PD, presenti insieme all’ Assessore Cettina Raudino  all’incontro nel quale si è tentato per l’ultima volta di convincere la segreteria del Partito Democratico ad aderire ad un progetto  che uscisse dalle vecchie logiche di una politica  lontana dalle richieste della gente e della città di Noto, proponendo un programma ma soprattutto un metodo ad esclusivo interesse della città, ci sentiamo in dovere di chiarire quanto segue:
Testimoniamo in prima persona che la professoressa Raudino da tempo aveva chiesto al Partito Democratico di aderire ad un programma di democrazia partecipata  per il bene pubblico da portare avanti con un metodo politico nuovo, basato sulla partecipazione cittadina, e che mettesse in primo piano la condivisione delle scelte di coalizione rompendo quindi con i vecchi schemi della  politica a cui siamo abituati.
Testimoniamo, senza temere smentita, che da mesi l’ Assessore Raudino ha portato avanti, con coerenza e sempre sostenuta dai Giovani Democratici e dal consigliere Tiralongo (Rinnovamento per Noto), una battaglia dentro quello stesso partito, che oggi  la insulta, per spingere l’attuale amministrazione ad avere il coraggio di correre alle prossime amministrative togliendo tutte le possibili ombre, possibili compromessi e ambiguità, e presentarsi finalmente agli elettori con nuovi percorsi e nuove proposte
Testimoniamo senza paura di smentita che Cettina Raudino ha accettato a suo tempo di passare da Assessore tecnico ad Assessore in quota PD in seguito ad un accordo politico (settembre 2015) tra PD, Giovani Democratici e Rinnovamento per Noto.
L’accordo politico (approvato all’unanimità nella sede del PD), proposto della prof.ssa Raudino recitava:
1) La professoressa Raudino passava da assessore tecnico ad assessore politico in quota PD;
2) Il PD, dopo l’approvazione del bilancio comunale, avrebbe dovuto esigere dal Sindaco Bonfanti, in vista delle prossime elezioni, un chiarimento definitivo sulla futura coalizione elettorale e la conseguente presa di distanza dalle altre forze politiche con cui non si condividono visioni e metodi del fare politica o perlomeno impostare un ragionamento da fare insieme;
3) Se il sindaco Bonfanti non avesse acconsentito al cambiamento proposto, il PD sarebbe dovuto uscire  dalla maggioranza di governo.
TALE ACCORDO NON E’ STATO RISPETTATO.
Di conseguenza il consigliere Tiralongo nel gennaio 2016 si è dimesso dal gruppo PD, i Giovani Democratici, delusi, si accingono ad abbandonare il partito e la professoressa Raudino, dopo un ultimo tentativo di far rispettare i patti, non può più essere ancora un assessore in quota PD.
Aggiungiamo che i dirigenti del PD hanno proposto alla prof.ssa Raudino di decidere in tempi rapidi la propria candidatura a consigliere nella lista del Partito Democratico e di soprassedere così al patto concordato.
A questo punto e solo a questo punto la signora Raudino ha deciso di non accettare ulteriormente la mortificazione  di quel modo di intendere l’azione politica che ha caratterizzato ogni suo singolo atto dentro questa amministrazione,  e per tutelare la propria dignità e coerenza.
Siamo quindi veramente e definitivamente convinti che l’unico possibile nostro futuro Sindaco sia Cettina Raudino, e a questo punto glielo chiediamo con forza e pubblicamente, pronti a dare battaglia, pronti a sostenerla, ma siamo anche pronti ad accettare un suo diniego se lei ritenesse che il percorso di passione civile per la città di Noto che ha caratterizzato il suo mandato debba seguire altri percorsi”. Una strada che si separa, dunque, senza ritorno e addirittura la possibilità di vedere la stessa Raudino candidarsi a Sindaco della Città di Noto”. Su quest’ultimo punto, nonostante il comunicato sia abbastanza chiaro, attendiamo ulteriori comunicazioni ufficiali sulla scia di una riorganizzazione che immaginiamo sia in divenire proprio dopo la definitiva scissione. A cui non è mancata la presa di posizione della segreteria del Pd netino nella persona di Emanuele Della Luna che pubblica un articolato comunicato, attraverso i social, nel quale mostra sorpresa per la decisione della Raudino di uscire dal partito. “La signora Raudino pensiamo sia stata colpita da una sindrome che colpisce spesso i politici “la candidatite”. Noi vogliamo augurare tutto il bene possibile ed un grande successo elettorale, ma per favore non cerchi giustificazioni spurie per le sue scelte politiche cercando di coinvolgere il Pd che fino ad oggi ha dato solo lustro alla sua persona”. Dunque incoerenza l’accusa del Segretario a fronte del precedente comunicato redatto da chi ha seguito le riunioni interne e si è fatto una propria idea dello svolgimento dei fatti. E proprio sui fatti torniamo perché nelle ultime ore un altro pezzo si è staccato. “Da qualche giorno non sono più vicesegretario del PD – dichiara a chiare lettere Mirko Toro- La scelta è stata dettata da due ragioni fondamentali: il perpetuarsi di meccanismi interni al partito tendenti sempre più a rappresentare volontà precostituite a cui in alcun modo riuscivo a dare un contributo;mi sentivo corpo estraneo,in un habitat non più naturale,che ormai percepivo come nocivo e annichilente per la mia personalità politica. A questo si è affiancata la nascita di un progetto collaterale che ha come presupposto la partecipazione popolare e come fine la proposizione di una politica legittimata in prevalenza dal consenso,piuttosto che da manovre e opportunità politiche senz’altro legittime,ma che a mio avviso dovrebbero rappresentare l’eccezione e non la regola su cui fondare un sostegno politico. “. Firmato Mirko Toro, già vice segretario del Pd. La sensazione è che se la settimana scorsa ha segnato un passaggio di frattura interna, questa potrà davvero vedere la nascita di qualcosa di nuovo e che siamo curiosi di scoprire in tutta la sua essenza.
Emanuela Volcan

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