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Noto, inaugurata ai Bassi di Palazzo Ducezio la mostra “Gea#cantiepreghiere”

L’incontro tra particolarità artistiche e la terra di Sicilia non è mai un fatto casuale, ma cercato e voluto con intensità. Questo è quanto accaduto, ma non è la prima volta e non sarà di certo l’ultima, tra Lauretta Barcaroli e la città di Noto, tanto da concretizzarsi nella personale dell’artista ternana, “Gea#cantiepreghiere”, inaugurata venerdì sera ed in esposizione sino al primo di ottobre. Ad essere contattato dalla stessa pittrice è stato Vincenzo Medica dello Studio Barnum Contemporary: “Ci ha cercati per poter portare le proprie opere in Sicilia e nella nostra Noto. L’artista è una grande viaggiatrice ed ha scelto la nostra città per esporre trenta delle sue creazioni. Ringrazio l’Amministrazione Bonfanti per aver patrocinato l’evento ed aver riservato alla Barcaroli uno dei luoghi espositivi più belli, i Bassi di Palazzo Ducezio, dove possiamo ammirare opere appartenenti a due diverse collezioni: Derive e Work in progress”. Dove Derive rappresenta nella sua nuova fase di artista, l’uso di materiali poveri e di scarto (terre, sassi, ferri arrugginiti, legni portati dal mare ed usurati dal tempo) a cui ridona vita e dignità. Con la serie Work in progress, è sempre alle prese con la materia ma “declinata” in un linguaggio che lascia aperte ulteriori e molteplici strade. La serata ha visto la partecipazione del Sindaco Corrado Bonfanti, dell’Assessore alla Cultura Frankie Terranova, la mostra, lo ricordiamo ha il patrocinio, della professoressa Carmela Cirinnà, e con la presentazione critica a cura del professore Michele Romano, docente all’Accademia di Belle Arti di Catania. “Nei suoi pannelli di tela e cromia, l’artista supera la pura emozione della materia e invita l’osservatore a rileggere il fare artistico come un lavoro in itinere che richiama ataviche narrazioni del nostro patrimonio iconografico”. Proprio su questo punto si è soffermata la stessa artista. “Mi sono emozionata quando il professore Romano ha parlato di una lettura delle mie opere in senso universale. Dopo aver fatto un periodo di pittura figurativa, ho percepito di aver perso ogni stimolo, così mi sono iscritta ad un corso universitario e qui ho scoperto la materia ed i suoi infiniti aspetti. Così mi sono concentrata su di essa preferendo dare sempre un senso universale a quello che faccio. Questo titolo, che mi è stato suggerito da una persona molto amica, riassume tutta la mostra: Gea rappresenta l’idea primordiale della terra, la divinità in quanto creatrice. Il mio modo di fare pittura è simile a quella dea che modifica ed esalta la materia; canti e preghiere lo ritroviamo in work in progress e vuol rappresentare quasi una idea astratta della massa che va verso qualcosa, ergendosi sopra le differenze. Perché ciò che predomina nel mondo è la sofferenza”. Persona disponibilissima e che, incalzata dal professore Romano, ha preso l’impegno di partecipare ad uno dei laboratori del Liceo Artistico. “Supportata costantemente dalla collega Cristina Cataneo – ha dichiarato nel suo intervento la professoressa Carmela Cirinnà – tentiamo di far respirare l’arte quotidianamente ai nostri studenti, e mentre negli anni scorsi eravamo costretti a girare per la Sicilia, oggi, grazie a questa amministrazione, i nostri ragazzi hanno l’opportunità di vedere dei lavori dal vivo e soprattutto di incontrare gli artisti. Come nel caso della Barcaroli che presto farà visita alla scuola”. Pubblico numeroso ed attento. “Questo di stasera, oltre ad essere il Vernissage di Lauretta Barcaroli, è un esempio di laboratorio urbano grazie, alla presenza di tanti atisti locali e non”. Il Primo cittadino si è soffermato sul concetto di “predisposizione al bello”, caratteristica della città di Noto, e della necessità di avere più eventi, l’assessore Terranova ha annunciato che proprio oggi è stata inviato il dossier ufficiale per entrare in candidatura a Capitale della Cultura 2020, dove si punta su due parole “memoria e avanguardia”, risuonate anche ieri sera nei Bassi di Palazzo Ducezio. L’artista ternana Lauretta Barcaroli oltre ad essere a Noto, in maniera temporanea, ha opere in permanenza al Museé Municipal de Mougins (Francia), alla Galleria Pulcherrima (Roma), alla Galleria Forzani e all’Atelier Arte&Decò  (Terni).
 
Emanuela Volcan

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