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Noto, la coalizione Bene Comune punta il dito su alcune  emergenze

Ieri sera nella sede di via Cavour 90 la coalizione Bene Comune, che alle ultime Amministrative ha appoggiato il candidato Sindaco Corrado Figura, si è svolto un incontro, molto partecipato, su alcune emergenze in atto a Noto. Igiene urbana, problema diffuso in Sicilia a causa dei noti problemi con le discariche, servizio idrico ed ospedale. A prendere la parola è proprio Corrado Figura che puntualizza, in prima battuta: “Lo avevamo annunciato in campagna elettorale che se fosse stato riconfermato Bonfanti la fine del Trigona sarebbe stata certa. Così è stato, perché proprio pochi giorni dopo la sua rielezione, precisamente il 29 giugno è stato emanato il Decreto dall’Assessore Baldassare Gucciardi che conferma tutti i nostri timori – dichiara Figura-. 126 posti letto ad Avola e 46 (30 riabilitazione e 16 lungodegenza) a Noto. I reparti pubblici verranno tutti spostati ad Avola compreso il Pronto Soccorso come si specifica in una ulteriore tabella in cui si menzionano Direzione sanitaria, pronto soccorso, laboratorio analisi, centro trasfusionale, radiologia, gastroenterologia ed emodialisi. Tutto ad Avola”.

Mormorio generale e preoccupazione diffusa mentre Figura ricorda i passaggi più importanti vissuti in questi ultimi anni, tra atti controfirmati dal Sindaco Bonfanti, nella conferenza dei sindaci del 22 settembre, e quelli del Consiglio Comunale di Noto, invece, avverso a questa rifunzionalizzazione degli ospedali riuniti di Avola e Noto. Documento adottato poi anche dai Consigli Comunali di Portopalo, Pachino e Rosolini, evidentemente sensibili alla problematica in atto.

“Il Sindaco Bonfanti e tutta la deputazione della zona stanno mettendo in serio rischio la sanità pubblica. Noi vorremo che la gente prendesse coscienza di tutto questo mobilitandosi con mezzi appropriati per fermare questo folle disegno. In primis perché sarebbe più logico che i reparti fossero tutti al Trigona, capiente e ristrutturata di recente con notevoli somme di denaro pubblico (basti pensare alle 5 sale operatorie perfettamente funzionanti). Non campanilismo ma oggettivo riscontro in base alle condizioni attuali dei due edifici”. E non solo, ci tiene a precisare Figura, supportato nella sua analisi dal dottor Adamo e da Adriano Formica entrambi profondi conoscitori delle condizioni ospedaliere nella struttura e nei lavoratori. Vivace il dibattito concluso con la promessa di agire subito attraverso i modi consentiti dalla legge ovvero il ricorso che verrà proposto di far partire dall’avvocatura del Comune al Consiglio Comunale, probabilmente già nella seduta odierna convocata per le ore 19. C’è da aggiungere a margine che il Decreto emanato lo scorso 29 di giugno ha fatto saltare dalla sedia diversi Sindaci e comuni siciliani costringendo l’Assessore Gucciardi a prendere parola, queste le sue dichiarazioni:

“Il Decreto da me adottato è solo ricognitivo e non modifica nulla degli atti aziendali esistenti. Nessuna unità operativa, nessun reparto previsto dagli atti aziendali delle aziende sanitarie ed ospedaliere viene modificato o soppresso. Pertanto, qualora nelle tabelle allegate al decreto assessoriale dovessero risultare difformità rispetto ai decreti che hanno approvato gli atti aziendali, confermo che si tratta di meri refusi che l’Assessorato sta provvedendo a correggere”.

Refusi? Errori? Correzioni? Certo non contribuiscono a chiarire quale futuro attende il Trigona anche perché non va dimenticato che all’orizzonte aleggia il possibile nuovo ospedale di 400 posti a Siracusa; numeri che soddisferebbero sulla carta le esigenze dell’intero territorio aumentando di fatto, però, la distanza tra il paziente e il punto di soccorso, e si sa a volte tra la vita e la morte è questione di minuti.

Emanuela Volcan

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