Cultura

Noto,  “La mia parte maschile” di Anna Clara Rizzo Giacobbe

“Un testo scorrevole, a volte frammentato, che ha la forma del diario – nasce infatti come tale – ma riesce, grazie alla varietà degli argomenti trattati, a fuoriuscire dai limiti della narrazione autobiografica, coinvolgendo il lettore in una più complessa trattazione della vita quotidiana della protagonista”. Questo è “La mia parte maschile” di Anna Clara Rizzo Giacobbe, edito da Carthago. Sullo sfondo un demone impetuoso, il cancro. In mezzo una percorso ascetico intriso di rapporti familiari tesi, attese, problematiche sociali, dispiaceri, occasioni perdute. Per catturarli e riportarli alla loro condizione onirica lo strumento che i terapeuti suggeriscono ad Anna Clara è la scrittura, che assume una connotazione catartica verso la redenzione dell’anima. Il libro, opera prima, verrà presentato domenica 9 luglio, alle ore 20.00 nel salotto esclusivo del “Convitto delle Arti” (ex Convitto Ragusa) con un parterre d’eccezione: il Sindaco di Noto Corrado Bonfanti, l’Assessora Giusi Solerte, l’ Assessore alla Cultura Frankie Terranova, il Presidente della Carthago editori Gaspare Edgardo Liggeri e l’autrice Anna Clara Rizzo. Il giornalista Vincenzo Rosana medierà il dibattito e la serata sarà accompagnata da un reading letterario composto dal Sovrintendente al Teatro di Noto Salvatore Tringali e dall’attrice Elda Nobile, che leggeranno alcuni passi del libro.
“Anche il cancro – paradossalmente – può riempire di senso la vita”. Come ricorda infatti l’oncologo Santi Gangi nell’introduzione, alcune filosofie e religioni hanno saputo ricalibrare la sofferenza umana in speranza universale. Ed anche e soprattutto questo che viene raccontato tra le pagine del libro. Infatti il tumore, “mappazza” come viene chiamato ironicamente dalla Rizzo, in queste pagine non ha un ruolo primario. È significativo piuttosto ciò che la malattia  mette drammaticamente in risalto: è la qualità della vita vissuta fino a quel punto che viene sentita come turbamento. Il labile confine che demarca la parte femminile da quella maschile della protagonista viene messo a nudo in ogni parte del testo, passando da un atteggiamento quasi inerte al trascorrere del tempo alla forza con la quale invece la Rizzo si riappropria del tempo presente. E questa diviene paradossalmente, la preziosa opportunità da cogliere per resettare una vita non scelta, caratterizzata da dogmi e convenzioni sociali.

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