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Noto, l’Istituto Comprensivo Aurispa approfondisce il tema del bullismo 

Notizie di cronaca sempre più frequenti su atti di bullismo diretti ed indiretti, con conseguenze tragiche, spingono ad una seria riflessione sul fenomeno grave che attraversa tutta la nostra Penisola, senza distinzioni di sesso, colore e classi sociali. Così ieri pomeriggio, nel IV Istituto Comprensivo “Giovanni  Aurispa” di Noto si è svolta una conferenza su “Bullismo dei e nei contesti educativi”. Fortemente voluto dal dirigente scolastico dottor Corrado Carelli, sempre attento alle problematiche che gravano nella società odierna, a relazionare è stata la dottoressa Maria Alecci, psicologa e psicoterapeuta dell’adolescenza: ” Il bullismo può essere conseguenza di diversi fattori ristretta correlazione con il rapporto genitoriale, dove infanzia e adolescenza è binomio inscindibile; ed ancora: attaccamento disorganizzato, relazione figlio coppia, clima familiare; atteggiamento emotivo del o dei genitori. Sempre più spesso in queste dinamiche emerge la grandissima difficoltà a cogliere i messaggi che l’adolescente lancia; a sua volta è difficile per lui/lei comunicare il disagio che subisce o a cui è sottoposto. Perché ciò accada ci deve essere una grande confidenza con l’adulto,- ha evidenziato la relatrice-. Diventa difficile percepire perché è anche un fatto sociale che coinvolge la famiglia troppo impegnata; nella società del progresso anche i figli sono sovraccarichi della produzione, sfuma così l’aria dell’intimità familiare e ciò porta all’allontanamento dell’adolescente. Bullo e vittima sono due facce della stessa medaglie, anche se c’è squilibrio tra il “forte” (bullo) e il “debole” (vittima). Ci sono diverse forme di bullismo: la forma verbale, fisica e quella indiretta cioè di chi assiste ed infine il cyberbulling, il bullismo elettronico sui siti web, dilagante e devastante. Il bullismo maschile è aggressivo, quello femminile è sottile, ma subdolo, ci sono poi le vittime provocatrici, coloro che attirano su di sé le prevaricazioni del predatore a causa della svalutazione della propria identità”. Davanti ad una platea attenta, la conferenza è proseguita con le tante domande, i dubbi, poste alla dottoressa da parte di genitori, insegnanti e alunni presenti alla riunione a cui la dottoressa ha risposto in modo soddisfacente fornendo anche diverse possibili soluzioni e chiavi per una corretta lettura e concludendo: ” Dobbiamo sempre tenere a mente: occhi che vedono, orecchie che ascoltano, braccia che accolgono. Io esisto se mi tieni nella mente”.

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