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Noto, opere pubbliche e visite firmate dai Borboni nella città nuova

“Opere pubbliche e visite dei reali di Borbone nella Noto nuova”, tema impegnativo e di grande effetto affrontato e sviscerato, con puntigliosità quasi maniacale ma anche con grande spirito di narrazione, da Vincenzo Belfiore mercoledì pomeriggio nella sede della Pro Noto. L’Associazione presieduta dal dinamico Piero Giarratana è spesso protagonista di questi incontri-approfondimento che restituiscono grande forza e dignità al passato della Città, sempre glorioso e mai scontato. A maggior ragione nel caso specifico visto che sono stati raccontati, attraverso le due grandi direttrici delle opere pubbliche e delle visite reali, gli anni del periodo borbonico, da alcuni considerato non solo da dimenticare ma addirittura da cancellare, eliminando ogni traccia che possa riportarlo alla memoria. “Ricordare la nostra identità non può essere un male” ha dichiarato il relatore dinnanzi al lungo elenco di opere e date e proprio analizzando queste ultime fa la prima riflessione: “Il 1734 è un anno di snodo fondamentale. Perché a ben vedere nonostante la ricostruzione di Noto, dopo il terribile terremoto, fosse iniziata (lo testimoniano edifici come il Convitto, 1698, Santa Chiara, 1717) si andava a rilento; con la vittoria sugli austriaci e l’incoronazione di Re Carlo di Borbone, nella Cattedrale di Palermo, appunto nel 1734, si ebbe, evidentemente, grande stabilità che porta ad una accelerazione significativa nel processo di ricostruzione di tutto il Val di Noto”. Il fermento che portò a pensare ad infrastrutture che migliorassero il collegamento nel territorio, fu accompagnato anche da un atteggiamento di conservazione e restauro delle testimonianze del passato, non perché utili a qualcosa ma semplicemente per il fatto di esistere: un esempio su tutti la Colonna Pizzuta.
“Un atteggiamento quasi pionieristico, ma di indubbio valore, che ci viene ricordato dalla targa apposta che reca il ringraziamento a Ferdinando di Borbone, 1795. Non solo conservazione, come detto, ma anche nuovi interventi come il ponte sulla gola profonda 40 metri in territorio di Canicattini, chiuso da un arco di trionfo provvisto anche di bocche da fuoco e con le due grandi statue, meglio note come Corradino e Calamaro, e che invece altri non sono che la rappresentazione di due fanti dell’esercito borbonico”. Non potevano non essere ricordati in questa occasione coloro i quali hanno firmato le opere: Rosario Gagliardi, Vincenzo Sinatra, Paolo Labisi e Andrea Giganti i maestri che si occuparono della ricostruzione “Possibile grazie alla garanzia di stabilità che i Borboni assicurarono ed all’attenzione che fu posta in essere in tutto il periodo dei lavori. Pensate che a Noto Re Ferdinando venne in ben quattro occasioni: 1838,1841, 1844, 1847 accompagnato da diversi architetti e ingegneri napoletani proprio per effettuare dei sopralluoghi nei cantieri, correggendo e spronando qualora lo ritenesse opportuno”.
E sono tanti gli aneddoti che a questo punto vengono raccontati da Vincenzo Belfiore, in grado anche di suscitare curiosità e riflessioni dei presenti ormai completamente conquistati dal racconto. Sulla Porta Ferdinandea, oggi Porta Nazionale, ad esempio ci si è chiesti se sia possibile ripristinare il cartiglio; ed ancora sul basamento della Statua del Re, fatta erigere dove oggi c’è il monumento ai caduti, e per due volte attaccata, e infine distrutta, del quale parte è stata salvata e custodita. Interesse e grande sensibilità quella mostrata dal pubblico numeroso ed attento che ha lasciato la sala conferenze della Pro Noto con ancora diverse curiosità ma con la consapevolezza di vivere in un luogo davvero straordinario e che in ogni suo angolo ha qualcosa da raccontare. A fine conferenza ha poi preso la parola il Presidente Piero Giarratana per annunciare la stipula di un protocollo di intesa tra il Comitato Regionale Sicilia dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia), l’Associazione Socio-culturale “Val di Noto 4×4 avventura” per la realizzazione del progetto “Storia e leggende dei Castelli di Sicilia”. Inoltre firmato un partenariato con il Comune di Noto per realizzare attività di sviluppo del territorio e delle sue risorse culturali, turistiche, folcloristiche, ambientali e della tradizione programmate per progetti di servizio civile volontario, ed uno con l’Istituto Scolastico “Giuseppe Melodia”.
Emanuela Volcan

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