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Noto, primo momento per ricordare l’anniversario del terremoto dell’11 gennaio 1693SiracusaLive | SRlive.it
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Noto, primo momento per ricordare l’anniversario del terremoto dell’11 gennaio 1693

Parterre d’eccezione quello voluto dall’Archeoclub, sezione di Noto presieduto da Laura Falesi, per ricordare ed approfondire l’anniversario del terribile terremoto dell’11 gennaio 1693. Un sisma che fu molto di più di quanto di reale accadde nella distruzione dell’intero territorio, di questa parte di Sicilia orientale, i cui eventi purtroppo negli anni e nei secoli si sono sempre succeduti. Quello del Val di Noto fu un terremoto destinato davvero a rappresentare una svolta, ecco spiegato il motivo per cui ogni anno si ricorda focalizzando di volta in volta un aspetto particolare, grazie alle attente proposte dell’Archeoclub e all’instancabile lavoro di recupero della memoria, firmato dall’ISVNA di Noto, con in testa il Presidente Francesco Balsamo. Ma il 2017, al di là del tema scelto, rappresenta un punto di ripartenza proprio per il sito di Noto Antica grazie all’avvento, dopo anni di studio e lavoro, del progetto EFIAN ( Experimental Fruition Ingenious Ancient Noto) ricostruzione attraverso la realtà aumentata di alcuni dei luoghi storicamente più importanti dell’inespugnabile città sul monte Alveria. Si è iniziato ieri, mercoledì 11, in sala Gagliardi di Palazzo Trigona di Cannicarao con il convegno “11 gennaio 1693- Gli ordini religiosi a Noto Antica”, e si prosegue sabato 14, sempre in sala Gagliardi con il convegno “Noto prima e dopo il terremoto- fratture e continuità l’esempio Efian” a cura di Efian, per concludere la quarta edizione de “Nella ferita la cura”, proposta dall’Amministrazione Comunale e dalla sezione netina dell’Archeoclub, con la visita drammatizzata, diretta da Giovanni Di Maria, a Noto Antica domenica mattina.

Oltre a questi appuntamenti oggi si è svolta anche la prova di orienteering storico, proprio sul sito della città madre, per le scuole. Tornando ai lavori del convegno che, come detto, hanno approfondito la presenza degli ordini religiosi, importantissimi per lo sviluppo e il prestigio della stessa Noto, ad aprire il pomeriggio dinnanzi ad un pubblico numeroso ed attento è stata la Presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Noto Laura Falesi: ” Anche quest’anno gettare un’occhiata al passato, a quella data così orribile, da valere la pena di dimenticare, ci riconduce alla realtà. Ritorniamo a guardare a terra dove sono piantati i nostri piedi e scaviamo a fondo nella ferita profonda che ha lasciato quel tragico evento. Da li vediamo affiorare nuovi orizzonti di ricerca, lo facciamo attraverso gli ordini religiosi che hanno lasciato importanti tracce nell’architettura, nell’urbanistica, nell’economia e nelle tradizioni”. In apertura i saluti del Sindaco e del Vescovo Staglianò. “All’insegna della continuità l’Amministrazione Comunale s’impegna a proseguire questo fruttuoso percorso avviato insieme all’Archeoclub di Noto – così il Primo Cittadino Corrado Bonfanti-, vedendo in questa ricorrenza un importante momento per la Comunità cittadina, per fare memoria e rinnovare la coscienza della propria identità fortemente legata al passato ed in particolare al sito di Monte Alveria, dove giacciono le radici di ciò che la nostra Noto è oggi”. Il primo relatore è stato Giancarlo Poidomani, Università di Catania, su “Gli ordini religiosi in Sicilia nel Seicento”, seguito dal Presidente dell’ISVNA Francesco Balsamo su “Le fabbriche barocche nel seicento: i Gesuiti e i Carmelitani”. Nei dati snocciolati degli elementi di riflessione sullo stesso tema scelto, ad esempio la crescita esponenziale del numero di chiese, comprese quelle interne ai Palazzi, in tutto al momento del sisma erano ben 50; l’inizio della costruzione della chiesa monumentale dei Gesuiti, l più prestigiosa, datata 1637, mentre la presenza dei Carmelitani si attesta nei primi anni del 1500.
Altro contributo assai importante è stato poi quello di Rosa Savarino, Università di Catania, su “Gli ordini religiosi a Noto, prima e dopo il sisma” con particolare attenzione sugli aspetti riguardanti proprio la storia urbana “Nel 1681 Noto aveva 12 mila abitanti, in cinque quartieri, ed anche 11 conventi, 8 monasteri e 5 chiese parrocchiali”. La prima parte del convegno si è chiusa con un momento di musica sacra barocca eseguita dall’Ensamble Harmoniosi Concenti (Paola Modicano, soprano, Lara Leonardi, soprano, Andrea Schiavo, arciliuto), a cui è stata affidata anche la chiusura della serata. Si è poi proseguito con padre Vincenzo Greco, Gesuita, su “Il ruolo sociale dei Gesuiti ieri e oggi”  nel segno della formazione e promozione sociale sotto i diktat dell’annunciazione della fede e della promozione della giustizia. Seguito da padre Gaudenzio Gianninoto, Carmelitano, su “La missione dei Carmelitani” e cioè “far si che la fede sia sempre più esperienziale”. Prossimo appuntamento sempre in Sala Gagliardi sabato mattina a partire dalle ore 9,30 con il Convegno a cura di Efian in cui sono previsti gli interventi del Sindaco Bonfanti, del Sottosegretario di Stato Faraone, dell’Assessore Regionale ai Beni Culturali Vermiglio, della Soprintendente di Siracusa Panvini, dell’Assessore alla Cultura di Noto Pangallo, del Direttore onorario del Museo Civico di Noto, Guzzardi, del Presidente dell’ISVNA Balsamo, del Responsabile bureau UNESCO Di Dio, del Presidente Archeoclub di Noto Falesi, Club Val di Noto Corrado Nastasi, Marco Rosario Nobile e Stefano Piazza dell’Università di Palermo, Bruno Messina ed Emanuele Fidone, ateneo catanese, Francesco Mannuccia della Siqilliya srl, Vito Giostra ed Andrea Giostra della S&A srl. Il momento sancirà la reale fruibilità del sito archeologico di Noto Antica dopo il completamento dei lavori relativi all’opera prevista dal progetto EFIAN finanziato dal MIUR.
Emanuela Volcan

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