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Noto, scavo nel Parco archeologico di Eloro, tombaroli in azione?

Quando una semplice passeggiata in riva al mare può trasformarsi in occasione per fare una triste scoperta sulla quale, però, una profonda riflessione sullo stato di conservazione e tutela del patrimonio storico archeologico del territorio netino, è d’obbligo. Nello specifico ci riferiamo alla zona archeologica di Eloro delimitata da una rete di recinzione che abbiamo trovato danneggiata in più punti, addirittura con assenza totale di un pezzo e con due aperture, nel perimetro prospiciente la scogliera, ricavate dalla manomissione del muretto a secco che regge la rete. Proprio di fronte ad una di queste aperture, all’interno dell’area, abbiamo scorto una buca, ampia e poco profonda, con tutta la terra ammonticchiata a fianco frutto evidente di un “fresco scavo”; visibili ad occhio nudo ossa, probabilmente umane , e cocci vari. Una scoperta che lascia allibiti ma neanche troppo sorpresi, considerate le condizioni in cui versa la rete di recinzione ed anche lo stato di degrado dell’ingresso con tabella arrugginita e pannello descrittivo vuoto e vandalizzato. Ed ecco che sorge la riflessione su questa area archeologica di evidente pregio storico, non detto da noi, semplici osservatori, ma dagli “addetti ai lavori”, e che fa parte di quel nuovo piano di riorganizzazione siciliana varato nel luglio del 2016. Proprio secondo queste nuove disposizioni, infatti, sono state suddivise competenze e responsabilità all’interno della Soprintendenza, e ha visto la nomina di Maria Musumeci per il Polo regionale di Siracusa per i siti e i musei archeologici con museo archeologico “Paolo Orsi”, con Parco archeologico di Siracusa (Neapolis), con Parco archeologico di Lentini, con Parco archeologico di Eloro e Villa del TellaroE allora ci siamo chiesti: cosa significa? che attività si preveda vengano svolte e così via. Partiamo dalla “Legge n.20 del 3 novembre 2000, emanata dalla Regione siciliana, la quale aveva del resto assunto una serie di precedenti determinazioni riguardanti i parchi archeologici, le cui finalità della norma sono espresse all’articolo 20: il “sistema” di parchi archeologici regionali è preordinato alla salvaguardia, gestione, conservazione e difesa del patrimonio archeologico regionale, nonché a consentire le migliori condizioni di fruibilità a scopi scientifici, sociali, economici e turistici dello stesso”. Detto ciò è ben chiaro a tutti che: a) la fruibilità non esiste perché il Parco è chiuso, come reca il sito della Regione Siciliana; b) se tutela significa proteggere, salvaguardare e difendere, appare ben chiaro che le aspettative sono disattese in primis da ciò che dovrebbe preservarla fisicamente, ovvero la recinzione; c) non esiste progettualità, o almeno non ci è dato sapere semplicemente leggendo le determinazioni della Soprintendenza regolarmente pubblicate sul sito, in grado di poter “migliorare le condizioni di fruibilità a scopi scientifici, sociali, economici e turistici dello stesso”; come specificato dalla stessa Legge regionale. Detto questo ed avendo descritto l’area nella sua condizione attuale, compreso del recente scavo, non proprio autorizzato, ci si chiede e si chiede a chi di competenza di spiegare quale futuro attende il Parco Archeologico di Eloro e Villa del Tellaro, dei cui mosaici vi parleremo in altra occasione.
Emanuela Volcan
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Un commento

  1. Eloro… anni fa, i custodi mi parlarono degli scavi abusivi che erano all’ordine del giorno… o piuttosto della notte, quando il sito rimaneva incustodito.

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