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Noto, “Suspense” la doppia personale pittura/scultura

 
“I due artisti scelti per questo nuovo momento espositivo nello Studio Barnum dialogano perfettamente sulle vibrazioni dell’animo umano”. Ad ospitarci in via Silvio Spaventa, nel cuore del centro storico di Noto, è proprio il titolare della Galleria e curatore della mostra Suspense *(quotidiana), Vincenzo Medica. “Salvatore Castellino, pittore affermato che nella sua pittura costruisce per distruggere e viceversa, con una tecnica che colpisce l’osservatore(in mostra con 9 tele), e Alessandro Costagliola lo scultore delle sospensioni (in mostra con 6 opere). Seguo sempre il mio desiderio di scoprire talenti ma in questo caso ho voluto che il giovane Costagliola e l’affermato Castellino, esponessero insieme perché trovo che possano dirci moltissimo. La mostra è stata inaugurata il 14 ottobre scorso, in occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo, promossa da Amaci, l’Associazione nazionale dei Musei e delle Gallerie italiane”. Ed è un’atmosfera molto bella quella che si respira all’interno dello Studio Barnum, sa di genialità e fantasia, se pur parliamo di volti e corpi; tanto di straordinario nell’esecuzione in un’apparente semplicità di soggetti. “La ricerca pittorica mi ha portato negli anni a porre al centro della mia indagine estetica il corpo ed il volto- spiega Castellino- Il punto di riferimento è una frase di Henry Michaux, scrittore dell’ambito surrealista: “Chi sono? Chi sei? Sono io. Sono altri. Da quale profondità scaturisce il mistero sublime che ogni volto possiede?”. Ma se inizialmente, nella prima parte del mio percorso creativo, la forma si concede al compiacimento visivo, limitando l’osservatore ad una esperienza passiva di tipo estetico, in un secondo momento subentra la “pars destruens”, cioè il fare ingresso fisicamente nell’opera, poggiando le mani sulla superfice di carta fino a sentirla palpitare, sapendo di avere il controllo del suo destino, fino a plasmare la forma, lacerandola, sovrapponendola, tagliandola, per carpirne l’essenza, squarciando le tenebre della sua inconoscibilità consegnandola alla luce che l’ha generata. E’ un tentativo di richiamarla brutalmente alla dimensione terrena, sporcandola, fino a decretare la fine di ciò che era e sancirne la rinascita. E’ uno spingersi oltre la rassicurante dimensione del conosciuto e del visibile, per riconsegnarla al mistero al quale appartiene. Un entrare nel ciclo della materia fatto di generazione/fine/rinascita, dove niente muore ma tutto si diversifica. I frammenti di foglia oro inseriti rappresentano la testimonianza di questo scontro, la prova della possibilità di altre dimensioni, dove umano e divino si incontrano. Le citazioni pittoriche passano dalla ricerca della sintesi grafica di Schiele, che confluisce nella materia primordiale e magmatica di Anselm Kiefer, fino alle lacerazioni del contemporaneo Samorì, ma che non è più tormentata e senza via d’uscita, ma ha trovato un percorso che serenamente la fa defluire verso la luce”. Così ci racconta le tele scelte per Suspense a Noto, Salvatore Castellino che, come detto, nello spazio dello Studio Barnum dialoga con le sculture sospese di Alessandro Costagliola, il giovane palermitano che sfida la forza di gravità. “Ho apprezzato molto l’abbinamento scelto da Vincenzo Medica tra la pittura di Castellino e la mia scultura. Credo che, sia l’aspetto cromatico che la ricerca condotta siano complementari, e contribuiscono a creare molteplici suggestioni in chi osserva. Il mio tema non è cambiato (abbiamo conosciuto ed apprezzato Costagliola lo scorso anno in un’altra mostra curata sempre da Vincenzo Medica a Noto, n.d.r.), cerco ancora di stupire l’osservatore passando da pose instabili, che simboleggiano la precarietà della vita e dell’esistenza umana, a pose dotate di estremo equilibrio e stabilità. Quasi come a voler dire che tralasciando gli eccessi del nostro tempo, l’uomo può raggiungere  l’armonia con ciò che lo circonda”. Un invito ed una speranza quelli dello scultore Costagliola che non finisce di sorprendere in tutte le 6 opere portate qui a Noto per Suspense. “L’instabilità la troviamo in “Oblio” dove l’uomo si butta nel vuoto senza guardare ed è in una posa di disperazione.  Come a voler dire che l’umanità  s’immerge nella routine quotidiana senza guardare alle cose davvero importanti, si dispera perché ha capito questo limite, ma non riesce più a sfuggire dal circolo vizioso in cui è entrata. Dall’estrema precarietà  di questa opera si passa a “Perno” dove l’uomo è perfettamente in equilibrio, perché l’uomo non è solo un abitante dell’universo, ma fa parte di esso, quindi ha il dovere di ricercare il suo equilibrio e l’armonia con ciò che lo circonda”. Per citarne solo alcune, ma occorre vederle tutte per entrare davvero in contatto con l’arte di questo giovane scultore e riscoprire la delicatezza intensa dei volti di Castellino, con le suggestive florealità che riportano alle divinità della vegetazione della mitologia classica Attis, Adone, Dionisio. Suspense*(quotidiana) è visitabile, ad ingresso libero, fino al 12 novembre, con i seguenti orari: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; nello studio Barnum di via Silvio Spaventa a Noto.
Emanuela Volcan

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