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Noto, teatro contemporaneo protagonista al “Di Lorenzo”

Un sibilo squarcia il silenzio della scena immersa nel buio, una scena che non cambierà per tutto il dramma e che riproduce il segmento di una stanza, modesta, con un tavolo e due sedie ma dominata dalla libreria piena zeppa di fumetti. Siamo nella casa di un’anziana signora, e potremmo essere in qualsiasi latitudine del pianeta dove il difficile rapporto madre-figli esplode in maniera incontrollata quando il genitore non può più badare a se stesso. Così arriva una giovane donna, nella vita dell’anziana, che dovrà, per lavoro, prendersi cura di lei; e come spesso accade, ma non sempre purtroppo, questo rapporto travalica il professionale per entrare, con prepotenza, nel personale regalandoci una storia triste, ma tanto vera. Solo due donne in scena, ma due grandi interpreti, Maria Paiato e Arianna Scommegna, l’autore catalano dell’opera Josep Maria Benet I Jornet non avrebbe potuto immaginare di meglio nella produzione del Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano. Una terza donna, la regista Veronica Cruciani, detta i ritmi proprio come una danza, quell’ultimo ballo dove le due attrici, finalmente libere dalle loro paure suggellano un drammatico patto: uccidersi insieme. Ci ha colpito quest’opera, ci ha lasciato un grande amaro in bocca per l’enorme sofferenza che le persone, soprattutto i soggetti sensibili e più fragili, sono costrette a portare come fardello in una vita che decidono consapevolmente di interrompere. E dal teatro iberico a quello prettamente siciliano con un autore contemporaneo molto amato Andrea Camilleri ed il suo “Il Casellante” con la regia di Giuseppe Dipasquale, allievo dello scrittore di Porto Empedocle: “A Giuseppe il mio messaggio teatrale: fare sognare il pubblico e usare il palco come uno spazio aperto, dove il racconto trova la sua sede naturale”. La prima rappresentazione isolana, dopo un tour che ha toccato tante città italiane, è stata martedì scorso al Teatro Biondo di Palermo dove si replica sino a domenica mentre il pubblico del “Tina Di Lorenzo” lo attende martedì prossimo 14 marzo. “Portare Camilleri a teatro è come traghettare un’emozione tra prosa e poesia – spiega il regista siciliano Dipasquale – e questo è stato possibile anche grazie alla musica, che accompagna un linguaggio personale, originale com’è quello di Camilleri; e che ritma una divertita sinfonia di parlate fatta di neologismi, di sintassi travestita. Il Casellante è rimasto integro, ha una stabilità narrativa che è stata calata di peso nella solidità drammaturgica, questo anche perché ha la forza mitologica che l’autore ha voluto dare alla storia”. Gli attori sono Moni Ovadia, Valeria Contadino, Mario Incudine, Sergio Seminara e Giampaolo Romania, musiche dal vivo con Antonio Vasta, Antonio Putzu,musiche originali di Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta, scene Giuseppe Dipasquale, costumi Elisa Savi, luci Gianni Grassola canzone “La crapa avi li corna” è di Antonio Vasta; produzione Promo Music -Corvino Produzioni, Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano,Comune di Caltanissetta. Il casellante è, tra i racconti di Camilleri del cosiddetto “ciclo mitologico”, uno dei più divertenti e, allo stesso tempo, struggenti. Ambientato in Sicilia racconta di Minica, in attesa di un figlio, e di suo marito Nino, della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno, durante gli ultimi anni del fascismo. Nino, che nel tempo libero si diletta a suonare il mandolino, fa il casellante lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa. La zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari e fascisti che, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più sfrontati. Una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica. E martedì scopriremo di cosa si tratta e come si evolverà la storia.

Emanuela Volcan

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