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Nuovo ospedale: i sindaci si affidano al governatore Musumeci

Sarà inoltrata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, una missiva per chiedere un incontro a Palermo ed affrontare una volta per tutte la vicenda del nuovo ospedale di Siracusa. La decisione è stata assunta dal comitato dei sindaci che si è riunito per affrontare la questione, dopo che diversi primi cittadini, soprattutto della zona montana siracusana, hanno avanzato la proposta di individuare un’area diversa da quella della Pizzuta, ritenuta non facilmente raggiungibile.

Ad eccezione dell’Asp 8 e dei comuni di Priolo, Augusta e Buscemi, tutti gli altri sindaci hanno partecipato alla riunione, sostenendo l’esigenza di arrivare ad una soluzione concordata. “Non deve essere una questione da affrontare in gran fretta – dice il sindaco di Solarino, Sebastiano Scorpo – ma bisogna approfondire ogni aspetto senza tralasciare nulla perché ne va del futuro della risposta sanitaria in provincia e quindi a tutto vantaggio delle nuove generazioni”. Al governatore Musumeci saranno chieste garanzie sull’esistenza del capitolo di spesa nel bilancio della Regione legato proprio alla costruzione del nuovo ospedale. Saranno chiesti chiarimenti sul tipo di ospedale che si intende realizzare e se non sia il caso di spingere perché si punti con decisione ad un ospedale di secondo livello, meglio interpretando la legge Balduzzi. “Io sono convinto che alla fine emergerà la posizione di tutto il distretto sanitario provinciale – incalza il sindaco di Palazzolo, Salvatore Gallo – quella del finanziamento è un falso problema perché il governatore Musumeci e il ministro Grillo hanno già più volte dato rassicurazioni sull’esistenza dello stanziamento pubblico a favore dell’ospedale aretuseo”. Per il primo cittadino palazzolese occorre perseguire la strada di un’area più idonea: “quella della Pizzuta non risponde ad alcuna delle peculiarità richieste per un ospedale di quella caratura. Bisogna incaricare i tecnici dell’Asp e quelli del Comune per individuare una nuova area”.

Chi si dice scettico sull’esito del nuovo iter è l’assessore comunale alla Sanità, Fabio Moschella: “E’ legittima la richiesta dei sindaci ma tardiva. Arriva dopo che si è consumata la procedura che da Palermo porta il carteggio a Roma. Tutti i sindaci hanno firmato il progetto di rete ospedaliera. Se si intende mettere in discussione il progetto della Regione, lo si faccia pure ma si sappia che si va incontro a intoppi sgraditi. L’individuazione dell’area è un atto che tocca al consiglio comunale di Siracusa, unico organo politico-amministrativo che ha potere decisionale e quindi ogni sua scelta deve essere contestata nelle sedi opportune”.

“Qualche sindaco (Palazzolo e Melilli) è rimasto fermo nelle sue idee – dice il consigliere comunale Salvatore Castagnino – contrarie a tutti i principi normativi esistenti. Molti sindaci hanno verificato semmai il presidente Musumeci abbia messo per iscritto la somma destinata all’ospedale di Siracusa? Fino ad oggi sull’argomento persiste un silenzio assordante”.

La nuova tappa della querelle è fissata per lunedì quando si riunisce l’unione dei comuni della valle degli Iblei proprio per affrontare il nodo ospedale del distretto socio sanitario.

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