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Omicidio Sparatore, capelli sul furgone dei killer: il Gup rigetta la richiesta di perizia

Al processo per l’omicidio di Angelo Sparatore il gup del tribunale di Catania, Giovanni Coriolo, ha rigettato la richiesta dei legali difensori dei due imputati, Alessio Attanasio e Luciano De Carolis, di ricorrere al rito abbreviato condizionato. Gli avvocati Sebastiano Troia e Teresa Pintus, avevano chiesto al giudice l’esecuzione dell’esame del Dna su alcuni peli di capelli riscontrati e sequestrati dagli investigatori all’interno del furgone Fiat Fiorino, rubato alle Poste, dentro il quale si erano nascosti gli esecutori materiali dell’omicidio Sparatore, avvenuto la mattina del 4 maggio 2001 sotto la sua abitazione, in via Barresi. L’obiettivo della difesa era quella di comprendere se quei capelli potessero appartenere al collaboratore di giustizia, Salvatore Lombardo, reo confesso di quell’uccisione, o a De Carolis o ad altre persone da identificare. Una tesi che era volta a smentire le dichiarazioni di Lombardo che sostiene che nell’omicidio Sparatore siano stati coinvolti a vario titolo sia Attanasio, sia De Carolis. Al rito abbreviato condizionato si era opposto il pm Alessandro La Rosa della Dda di Catania e altrettanto avevano fatto nella precedente udienza gli avvocati Rosario Giudice e Manuela Lanzafame che assistono le parti civili.

Il processo, quindi, prosegue con il rito abbreviato secco e all’udienza del 25 marzo del prossimo anno, tocca proprio al pm La Rosa esporre la requisitoria. Intanto, all’udienza di ieri, il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile del fratello della vittima, Concetto Sparatore. Secondo quanto emerso dalle risultanze dell’istruttoria dibattimentaleAngelo Sparatore sarebbe stato ucciso per vendetta trasversale. Il clan guidato da Salvatore Bottaro voleva vendicare il rifiuto del fratello, ex braccio destro del capoclan, di ritrattare le accuse contro i componenti del sodalizio mafioso.

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