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Operazione Algeri, scena muta per quasi tutti gli indagati

Quasi tutti gli indagati coinvolti nell’operazione “Algeri”, portata a termine martedì mattina dai carabinieri, hanno fatto scena muta ieri davanti al gip del tribunale di Catania, Andrea Filippo Castronuovo. Gli interrogatori di garanzia si sono celebrati con il collegamento in remoto dalle diverse carceri in cui sono stati destinati tutti i destinatari della misura cautelare. Ad esclusione di Maximilian Genova (difeso dall’avvocato Junio Celesti), ritenuto il capo e il promotore della presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti, che è stato bloccato martedì mattina a Malta ma che ancora non è stato estradato, e dell’altra persona che è attualmente irreperibile, sono state sottoposte ad interrogatorio di garanzia, che sarà completato nelle prossime ore con quelle che sono state destinate agli arresti domiciliari. 

Il diciassettenne raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare su disposizione della Procura dei minori di Catania, sarà sottoposto domani a interrogatorio di garanzia. 

È scattata la revoca del reddito di cittadinanza per diciassette indagati, coinvolti nell’operazione dei carabinieri denominata “Algeri”. La proposta era stata avanzata dagli investigatori a seguito della richiesta della direzione distrettuale antimafia di Catania di applicare le misure cautelari a carico di ventinove persone, ritenute parte integrante della presunta associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alcuni di loro avrebbero utilizzato la quota mensile del reddito di cittadinanza per comprare le partite di droga da immettere nel mercato della tossicodipendenza. 

La normativa prevede che siano esclusi dalla possibilità di richiedere la misura del reddito di cittadinanza le persone che abbiano precedenti penali per reati legati alla criminalità organizzata. Il reddito di cittadinanza può essere revocato in caso di irregolarità, come già avvenuto nel recente passato con i controlli incrociati eseguiti dalla guardia di finanza che negli ultimi mesi ha segnalato decine di siracusani che, per vari motivi, non avevano il diritto a percepire il reddito di cittadinanza. 

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