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Operazione Gap, scena muta dei 2 principali indagati

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due coniugi coinvolti nell’operazione “Gap”, portata a termine dalla guardia di finanza di Augusta con il coordinamento della Procura aretusea. Stefano Bele e la moglie Isabella Armenia sono comparsi ieri mattina davanti al gip del tribunale, Carla Frau, per i quali ha disposto la misura cautelare in carcere, per essere sottoposti a interrogatorio di garanzia. Ma entrambi i coniugi, difesi dall’avvocato Carmelo Peluso, in udienza sostituito dall’avvocato Luigi Latino, hanno preferito fare scena muta. Secondo quanto sostenuto dal pm Salvatore Grillo, i due avrebbero organizzato un sistema che, attraverso un consorzio riuscivano ad aggiudicarsi appalti per la manutenzione degli impianti delle principali committenti del polo petrochimico di Priolo e Melilli a prezzi ribassati. Un sistema che ha consentito alla coppia di coniugi imprenditori di acquisire un consistente patrimonio e, di contro, provocare una gigantesca evasione a causa del mancato versamento dei tributi e dei contributi previdenziali a danno dei 220 dipendenti. La guardia di finanza megarese ha scoperchiato un sistema di “scatole vuote”, che assorbiva il carico fiscale e contributivo lasciato in eredità dalle imprese decotte, fino ad arrivare ad un’esposizione nei confronti dell’erario per 43milioni 912 mila euro.

Gli interrogatori di garanzia proseguono lunedì. Davanti al gip Frau dovranno comparire Marilina Campisi, Paola Garofalo, Michele Fisicaro, indagati per i quali il giudice ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

F. N.

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