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Ospedale di Noto, serve un patto per la salute

Nuova presa di posizione del Riferimento civico della Rete Civica della salute, Vittorio Bartolomeo Padua che nel ribadire alcuni importanti concetti dopo l’approvazione della proposta dell’Assessore regionale Razza: “Stiamo assistendo in questi mesi ad un dibattito cittadino, peraltro supportato da una Commissione Speciale del Consiglio Comunale,  circa la recente approvazione della Rete Ospedaliera Regionale che prevede una modificazione importante delle funzioni “operative” assegnate agli Ospedali di Avola e Noto. Nella Delibera approvata dal Presidente della Regione Siciliana si prevede che all’Ospedale di Avola viene assegnata la funzione di cura per le patologie cosiddette “acute” mentre all’Ospedale di Noto viene assegnata la funzione di cura delle patologie post-acuzie.

“Cosa significa tutto ciò? – spiega Padua- Il legislatore, sulla base di indirizzi e norme nazionali e regionali, ha voluto differenziare la “ risposta sanitaria” rifunzionalizzando i due Nosocomi distanti circa 7 chilometri l’uno dall’altro! All’Ospedale di Noto, in conseguenza delle scelte tecniche riguardanti la politica sanitaria, vengono assegnate le branche di:  Medicina Riabilitativa, Geriatria e Lungodegenza. Quale importanza sanitaria offrono le precitate “ specialità ospedaliere”? Cerchiamo di dare una risposta per quanto possibile esaustiva e coerente con il nuovo Modello Sanitario che la Regione Siciliana ha voluto ottimizzare nel suo complesso.
1) La medicina riabilitativa è quella branca della Medicina che si occupa di “ riabilitazione per pazienti post-infartuati, post – neurologici, post- traumatizzati;
2) La lungo degenza è invece quel reparto che ospita quei pazienti che dopo essere stabilizzati dalla loro assenza di “ salute” hanno necessità di ulteriori cure che non possono ricevere nel proprio domicilio;
3) La Geriatria è disciplina medica che studia le malattie che si verificano nell’anziano e le loro conseguenze disabilitanti con l’obiettivo fondamentale di ritardare il declino funzionale e mentale, mantenendo al contempo l’autosufficienza e la migliore qualità di vita possibile.
Se a ciò aggiungiamo la implementazione di un Presidio territoriale di Assistenza ( P.T.A.) con una attrezzata rete ambulatoriale specialistica che possa anche garantire interventi a domicilio per pazienti fragili ( anziani non ambulabili e non autosufficienti, malati oncologici terminali, ecc ) anche in correlazione con interventi sociali forniti dalle municipalità competenti nei territori, avremmo raggiunto la cosiddetta “ globalità di intervento” a favore del Cittadino Utente. Modalità e metodi interventi connessi tra di loro quali: Integrazione socio-sanitaria e territorio-ospedale sono i paradigmi essenziali per definire una più completa definizione della prevenzione e cura  “dell’assenza di salute” .
Solo in questo modo, e in conformità con le linee guida sanitarie può concludersi positivamente un “Patto della Salute”.  Rete civica della Salute si sforza di dare un messaggio corretto di ciò che può dare una Sanità più completa che privilegi ancora meglio il “ diritto alla salute” tanto osannato dalla Politica! Non ha senso parlare solo ed esclusivamente di “ Ospedalcentrismo” quale unico luogo di cura! Bisogna comprendere e far comprendere che la Sanità è un mondo vitale complesso per cui l’attenzione alla tematica non può essere segmentata e parcelizzata. Una ultima riflessione è bene farla: Ogni azione politica che presuppone scelte sociali ed economiche dovrebbe tenere conto di analisi legate a costi/benefici, costi/efficacia ed efficienza, rapporto tra domanda ed offerta. Cosa significa? Indagine di “mercato sanitario”! Cioè a dire: domandarsi quante persone chiedono una visita in regime ambulatoriale rispetto a quanti necessitano di un ricovero ospedaliero. Quanti sono i ricoveri impropri ( inappropriatezza di degenza ospedaliera ) che impegnano costi finanziari e risorse umane rispetto ad interventi che possono essere effettuate dalla medicina del territorio? In altri termini sarebbe utile ragionare sulla “economicità di sistema” al fine di garantire sempre e comunque il diritto per il Cittadino  a fruire di risposte esaustive alla sua domanda di salute”.

 

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