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Palermo, sequestrati beni per 150 milioni al re dei supermercati

Palermo. Maxi sequestro da 150 milioni di euro al “re” dei supermercati Carmelo Lucchese, 53 anni. Ad eseguirlo stamattina, su disposizione del Tribunale di Palermo, sezione Misure di Prevenzione, è stata la Guardia di finanza, nell’ambito dell’operazione denominata “Schiticchio”. Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia, sulla base degli accertamenti svolti dal Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, Lucchese, pur essendo incensurato, è da ritenere un imprenditore colluso con la criminalità organizzata. Per questa ragione è stata sequestrata la società “Gamac group srl”, che gestisce 13 supermercati a marchio Conad e Todis, sette a Palermo e gli altri fra Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese. Le attività commerciali continueranno a lavorare e saranno gestite da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. Oltre al sequestro dell’intero compendio aziendale (che nel 2019 è arrivato a fatturare circa 80 milioni di euro), le fiamme gialle hanno anche messo i sigilli a sette immobili in zona Pagliarelli, 61 rapporti bancari, 5 polizze assicurative e 16 autovetture, fra cui due Porsche Macan. “Seppure non organicamente inserito nell’organizzazione criminale, Lucchese ha sempre operato sotto l’ala protettiva di Cosa Nostra”, scrive il collegio presieduto da Raffale Malizia accogliendo la ricostruzione del procuratore Francesco Lo Voi. Quando i mafiosi di Bagheria cercavano un rifugio per Bernardo Provenzano, nell’ultimo periodo della sua latitanza, l’imprenditore della grande distribuzione avrebbe dato la disponibilità di un appartamento. Lucchese, in cambio dei favori, avrebbe assunto familiari di boss nei propri punti vendita. Secondo i pentiti avrebbe avuto contatti con la famiglia mafiosa di Bagheria traendone nel tempo vantaggi imprenditoriali. Lucchese sarebbe riuscito a espandersi economicamente nel settore avvalendosi di interventi della mafia e acquisendo ulteriori attività commerciali, scoraggiando la concorrenza anche attraverso atti di danneggiamento, risolto controversie sorte con alcuni soci, ottenendo la possibilità di rilevare un’impresa contesa e beneficiando di una dilazione nei pagamenti ed evitato il pagamento del «pizzo» nella zona di Bagheria.

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