PALERMO, STRONCATA LA BANDA DEI FURTI D’AUTO E DEI “CAVALLI DI RITORNO”
Un giro d’affari milionario che pesava direttamente sulle tasche dei cittadini, basato sul furto sistematico di vetture e sulle successive estorsioni. È quello che ha scoperto la Polizia di Stato a Palermo, riuscendo a sgominare un’agguerrita organizzazione criminale. Il bilancio della maxi operazione è pesante: trenta persone risultano indagate, mentre per nove di loro sono scattate le manette.

Le indagini degli investigatori hanno permesso di ricostruire con precisione ben 55 furti messi a segno tra il 2024 e il 2025. Il meccanismo utilizzato dalla banda era ormai collaudato e spietato: una volta sottratti i veicoli, scattava la richiesta di denaro ai proprietari per poterli riavere, il cosiddetto “cavallo di ritorno”. Nella maggior parte dei casi, i mezzi venivano restituiti a distanza di pochi giorni ma parzialmente smontati, privati di componenti essenziali per alimentare in parallelo il mercato nero dei pezzi di ricambio.
La banda contava su una vera e propria base logistica strategica, individuata dagli agenti lungo viale della Regione Siciliana, dove le automobili venivano nascoste e rapidamente cannibalizzate. Nel corso del blitz, i controlli sono stati estesi anche alle attività commerciali della zona: sono state infatti ispezionate sette officine meccaniche. Per due di queste, situate rispettivamente nei quartieri di corso Calatafimi e Montegrappa, è scattato il sequestro immediato poiché ritenute collegate all’attività illecita.




